
(Foto: https://x.com/NepalPoliceHQ)
Aumenta il bilancio delle vittime in Nepal: il numero dei morti a causa delle inondazioni è salito a 903. Aumenta anche il numero dei dispersi, che ora sono ufficialmente 4.247, tra cui 592 cittadini stranieri.
Si aggrava la situazione anche del post catastrofe perché hanno ceduto gli argini del lago di sbarramento che si è formato in Nepal, al confine con il Tibet, dopo la devastante alluvione di mercoledì. Lo riferisce la polizia nepalese in un post su X. “Poiché è giunta la notizia che una diga d’acqua ha ceduto nuovamente sul versante tibetano, si invita tutto il personale di sicurezza, i soccorritori impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza, e tutti i cittadini a rimanere immediatamente in stato di massima allerta e a spostarsi verso luoghi sicuri”, si legge nel post. I media statali cinesi avevano precedentemente riferito che il lago aveva iniziato a straripare. Un funzionario dell’esercito nepalese ha dichiarato che le operazioni di soccorso, in corso dalle inondazioni improvvise di mercoledì, sono state sospese per i prossimi 90 minuti.
La polizia nepalese e la divisione per le previsioni delle inondazioni dell’Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri (NDRRMA) hanno emesso un avviso urgente per le comunità che vivono lungo i corsi dei fiumi Bhote Koshi, Trishuli e Narayani. Come riferisce Nepal News, a Rasuwa e Nuwakot è stato dichiarato lo stato di massima allerta, mentre le autorità hanno esortato gli abitanti degli insediamenti vulnerabili a valle a rimanere vigili e a spostarsi in luoghi più sicuri, se necessario. Secondo quanto riferito dalle autorità, il personale di sicurezza ha bloccato completamente la circolazione lungo le strade vicino al confine tra Nepal e Cina e lungo le rive del fiume a causa del potenziale pericolo.