
Il mega razzo Starship di Elon Musk, sviluppato per raggiungere la Luna e Marte, ha effettuato un volo di prova riuscito, dopo una serie di test segnata da esplosioni che avevano seminato dubbi sui suoi progressi. Alta più di 120 metri, la gigantesca navicella è decollata in prima serata dal Texas tra gli applausi degli ingegneri, dopo i rinvii di domenica e lunedì causati da un problema tecnico e poi da condizioni meteorologiche avverse. Questo decimo volo di prova del più grande razzo mai costruito ha fatto seguito a tre tentativi che all’inizio dell’anno si erano conclusi con esplosioni in volo. Una serie di contrattempi, a cui si è aggiunta a giugno un’altra esplosione durante un test a terra, che aveva alimentato i dubbi sui progressi di Starship, mentre Elon Musk continua a puntare sui primi lanci verso Marte già nel 2026. Ma l’azienda dell’uomo più ricco del mondo è riuscita questa volta a raggiungere gli obiettivi che si era prefissata. “Ottimo lavoro da parte del team di SpaceX”, ha commentato Elon Musk sul suo social network X.
“È un grande giorno per la NASA”, ha assicurato Sean Duffy, amministratore ad interim della potente agenzia spaziale americana, che conta su una versione modificata di Starship per il suo programma Artemis, che prevede il ritorno degli americani sulla Luna. Dopo che il mega razzo si è lanciato nel cielo, i suoi due stadi – il propulsore Super Heavy e la navicella Starship, che dà il nome all’intero veicolo – si sono separati. Il primo, che l’azienda SpaceX ha dimostrato di saper recuperare con bracci meccanici in una manovra spettacolare, questa volta ha terminato la sua corsa nelle acque del Golfo del Messico, in conformità con il piano di volo volto a raccogliere nuovi dati. Per quanto riguarda l’enorme veicolo, che negli ultimi tre voli di prova era esploso, è riuscito a raggiungere lo spazio e a dispiegare con successo i simulatori di satelliti che trasportava, una prima assoluta. È poi riuscito a rientrare nell’atmosfera terrestre senza esplodere e ad immergersi come previsto nell’Oceano Indiano, anche se lungo il percorso ha perso alcune delle sue piastrelle protettive e ha subito danni materiali, secondo il video in diretta dell’azienda.
“Abbiamo rimosso diverse piastrelle in punti critici del veicolo”, ha precisato Dan Huot, un responsabile di SpaceX durante la diretta. “Stiamo davvero cercando di metterlo alla prova per individuare i suoi punti deboli”, ha spiegato.
L’azienda di Elon Musk punta infatti su una strategia rischiosa: quella di lanciare più prototipi per correggere man mano i problemi riscontrati in volo. Un mantra che finora ha determinato il suo successo, dato che l’ex alleato del presidente americano Donald Trump è riuscito a rivoluzionare il settore spaziale producendo in serie razzi riutilizzabili. Lui, che oggi domina il mercato dei lanci commerciali, vuole andare ancora oltre con Starship. Progettato per effettuare viaggi interplanetari ed essere completamente riutilizzabile, questo mega-razzo dovrebbe infatti consentirgli di realizzare il suo folle sogno di colonizzare Marte. Versioni modificate di Starship saranno utilizzate anche per il programma lunare della NASA e per voli a lungo raggio sulla Terra, con SpaceX che promette ai suoi clienti di raggiungere “qualsiasi parte del mondo in un’ora o meno”. Ma prima di effettuare voli con equipaggio umano o di raggiungere la Luna o il pianeta rosso, Starship dovrà affrontare “migliaia di sfide tecniche”, ha ammesso Musk lunedì dalla sua base spaziale in Texas, pur dichiarandosi fiducioso. Tra i prossimi passi da compiere, ha spiegato, figurano il rifornimento di carburante del razzo una volta nello spazio, la costruzione di uno “scudo termico” per la navicella che sia “interamente riutilizzabile” e il recupero della navicella.