
E’ allerta in Giappone, dopo una forte scossa di magnitudo 7.7 registrata sulla costa nordorientale del Paese, a largo di Sanriku. Il terremoto ha fatto immediatamente scattare le procedure di emergenza per possibili onde di tsunami. E l’Agenzia meteorologica sottolinea che “la probabilità di un nuovo terremoto di grande magnitudo sia relativamente più alta rispetto alla norma nell’area di ipotetico focolaio dei grandi Terremoti che si estende al largo di Nemuro, in Hokkaido, fino al largo di Sanriku, nella regione del Tohoku”. Se in futuro dovesse verificarsi un terremoto di grande entità, spiega l’Agenzia, è “possibile che si verifichino tsunami di grandi dimensioni o forti scosse”.
Onde di tsunami alte circa 80 centimetri sono state registrate nel porto di Kuji, nella prefettura di Iwate, mentre in alti porti delle prefettura le onde sono state di circa 40 centimetri.
La premier giapponese, Sanae Takaich, ha immediatamente convocato una task force per far fronte alla situazione. “Ci impegniamo a fondo nelle risposte, tra cui la valutazione dei danni, le misure di emergenza, compresi i salvataggi e le operazioni di soccorso – ha spiegato – e la fornitura di informazioni tempestive e accurate al pubblico”. Poi, l’appello alla popolazione: i residenti nelle aree interessate dagli avvisi di tsunami “devono evacuare immediatamente verso zone più elevate, edifici di evacuazione o altri luoghi più sicuri e sopraelevati”. Per circa una settimana, a titolo precauzionale “si raccomanda di rimanere pronti all’evacuazione immediata e di portare sempre con sé le scorte di emergenza” ha scritto su X Takaichi.
Il Giappone ha informato l’Agenzia internazionale dell’energia (Aiea), che “non si sono verificate anomalie presso i suoi impianti nucleari nelle regioni colpite dal terremoto di dall’allerta tsunami di oggi”.
Situato nella Cintura di fuoco di vulcani e fosse oceaniche che circonda parzialmente il bacino del Pacifico, il Giappone è uno dei paesi più sismici al mondo, con una scossa che si verifica almeno ogni cinque minuti. Nel Paese si registra il 20% dei terremoti mondiali di magnitudo pari o superiore a 6,0, come il disastro del 2011 che ha causato la fusione del nocciolo nella centrale nucleare di Fukushima.