
Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela del 24 giugno è sempre più tragico. Il presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, ha riferito questa domenica che le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 registrate mercoledì hanno causato finora 1.450 morti, 3.150 feriti e 12.721 sfollati, in quella che ha definito “la catastrofe naturale più brutale” nella storia del Paese.
Gli italiani di cui è stata accertata la morte, al momento, sono quattro.
Secondo l’Onu, fino a 6,8 milioni di persone potrebbero essere state colpite dalle due forti scosse. Le agenzie umanitarie sottolineano come i terremoti abbiano colpito un Paese già vulnerabile; milioni di cittadini vivono all’estero dopo essere fuggiti da una lunga crisi economica e da violazioni dei diritti umani, oggetto di un’indagine in corso da parte del Consiglio per i diritti umani.
Sul campo, intanto si continua a scavare tra le macerie per cercare eventuali sopravvissuti, ma con il passare delle ore le speranze di trovare qualcuno ancora in vita sono sempre più deboli. Lo stato di La Guaira, nel nord del Venezuela, come riferisce la presidente ad interim Delcy Rodríguez, è stato quello più colpito. Almeno 100 edifici, tra cui grattacieli residenziali, sono crollati nella città omonima- Lo stato costiero si trova a nord della capitale venezuelana Caracas e a est dell’epicentro di entrambi i terremoti.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato la sospensione delle lezioni in tutto il Paese per un’altra settimana, fino a venerdì 3 luglio.
La notizia è stata resa nota durante un incontro con i ministri, nel corso del quale Rodriguez ha anche accennato alle attività in corso a La Guaira. Rodriguez ha inoltre annunciato la creazione della commissione presidenziale incaricata di verificare l’abitabilità delle abitazioni colpite dai due terremoti, presieduta da Francisco Garcés, che comprenderà rappresentanti di diversi ministeri, della Funvisis, della Camera dell’Edilizia e delle università.