Terremoto in Venezuela, è una strage: oltre 160 morti e 1000 feriti

Dichiarato lo stato d’emergenza. Trump: “Usa pronti ad aiutare". Tajani: “Non ci sono vittime tra italiani registrati su Viaggiare Sicuri”

Almeno 165 vittime accertate – ma se ne temono almeno 10mila – circa un migliaio i feriti e 25mila persone che, al momento, risultano disperse. Alle 18 ora locali, le 22 in Italia, due violente scosse di terremoto hanno colpito il Venezuela, a circa 160 chilometri a ovest di Caracas. Una prima scossa di magnitudo 7.2 è stata seguita dopo appena un minuto da una seconda di magnitudo 7.5, secondo l’US Geological Survey. L’esito è stato devastante: decine di edifici, compresi palazzi, sono crollati ed è ancora impossibile quante persone siano rimaste sotto le macerie. La posizione “relativamente superficiale” dell’epicentro dei terremoti in Venezuela contribuisce a spiegare l’entità della distruzione, spiegano gli esperti. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza.

Dopo le scosse è scattata immediatamente la macchina della solidarietà internazionale. La premier Giorgia Meloni – che ha espresso a nome del Governo “la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione” – ha annunciato che il nostro Paese è pronto “per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali”. Una quarantina di vigili del fuoco è pronto a partire per fornire supporto.

La Farnesina sta monitorando l’eventuale coinvolgimento di italiani, ma al momento non risultano connazionali coinvolti, almeno tra quelli registrati su Viaggiare Sicuri. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è in contatto con la presidente venezuelana , a cui ha ricordato che l’Italia “valuterà il tipo di sostegno immediato che si può offrire e che sosterrà con l’Unione europea la richiesta di attivare il meccanismo di Protezione civile”. Messaggi di sostegno e cordoglio sono arrivati a Caracas da tutti i leader del mondo, dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen al presidente Usa, Donald Trump. Gli Stati Uniti, ha detto, “sono pronti e disposti” ad aiutare il Paese. “Il Dipartimento di Stato invierà immediatamente squadre di soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria in Venezuela”, ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio, aggiungendo che “l’America è al fianco del popolo venezuelano in questo momento difficile”.

Papa Leone XIV, attraverso l’Elemosineria Apostolica, ha inviato un primo aiuto di 100 mila euro, decisa dopo i contatti con il nunzio nel Paese, monsignor Alberto Ortega Martín, arcivescovo titolare di Midila, e l’arcivescovo di Caracas, monsignor Raúl Biord Castillo.

Solidarietà è arrivata anche dall’Iran. “Siamo profondamente addolorati per il terremoto in Venezuela, esprimiamo le nostre condoglianze al Governo e al Popolo del Venezuela, in particolare alle famiglie delle vittime, e auguriamo una pronta guarigione ai feriti. L’Iran è solidale con i venezuelani ed è pronta a offrire tutta l’assistenza necessaria”, ha scritto su X il ministro degli Esteri dell’Iran, Seyed Abbas Araghchi.