
Il giorno dopo l’approvazione del decreto che apre le porte all’abolizione del bollo auto e moto i commenti si dividono. Da governo e maggioranza, ovviamente, il giudizio è totalmente positivo, mentre opposizioni e una parte delle associazioni dei consumatori non sono convinti della bontà dell’operazione. Gli echi di alcune polemiche arrivano anche a Oslo, dove Giorgia Meloni si trova in visita ufficiale. Nella conferenza stampa dopo l’incontro con il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store, infatti, la premier si concede una battuta puntuta rispondendo a chi le chiedeva di commentare la proposta della leader Pd, Elly Schlein, di collaborare sull’energia: “Non ho pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate. Sicuramente non ho i pregiudizi dell’opposizione italiana che quasi sta chiedendo di andare a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo”. La misura, chiariscono dall’esecutivo, sarà strutturale e il fatto che nel testo del decreto sia indicato il solo 2027 è questione tecnica, nel senso che le risorse vanno approntate in sede di Manovra. “Nessuna operazione elettorale”, assicura il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Addirittura l’altro vicepremier, Matteo Salvini, lo definisce “uno straordinario punto di partenza” che “per esempio, si può allargare anche ad auto più potenti. Nella legge di Bilancio penso che vedremo molto altro”. Nel mezzo c’è anche uno scontro social tra Matteo Renzi, che ricorda le contestazioni del 2015 proprio di Giorgia Meloni quando annunciò di voler affrontare il tema bollo con il suo governo, e la premier che risponde: “Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare”.
Al di là della politica ci sono i numeri. Altroconsumo calcola che “il risparmio medio stimato non supera 142 euro” e l’esenzione non viene applicata a tutti, visto il limite fissato agli 80 kW e il criterio di “un solo veicolo assicurato per contribuente”. La Fapi chiede, invece, di estendere il beneficio anche ai lavoratori autonomi, mentre Confcommercio mobilità plaude all’esecutivo perché lo stop al bollo auto e moto “rappresenta un concreto sostegno per un’importante fascia di cittadini”. I consumatori dell’Unc, però, insistono sul fatto che non sia la misura adatta a contenere gli effetti dei rincari di benzina e diesel: “Il risparmio sarà pari in media a poco meno di 163 euro a veicolo. Peccato che l’inflazione di ieri, +3,3%, su base annua costi mediamente 882 euro a famiglia, ossia 719 euro in più”. Al Codacons, poi, non tornano i conti sulla platea dei beneficiari e aspetta chiarimenti dal governo. Il ministero dei Trasporti non si fa attendere a lungo: “Sono 24.608.867 le persone in Italia che risultano possedere almeno un veicolo con potenza entro gli 80 kW e che rientrano quindi nella platea potenzialmente interessata dall’esenzione dal pagamento del bollo auto e moto”. Dunque, “complessivamente, in Italia circolano oltre 59 milioni tra autoveicoli e motoveicoli, di cui oltre 34 milioni con potenza entro gli 80 kW. Per il 2027 il provvedimento prevede l’esenzione dal bollo sul primo veicolo, senza limiti legati all’Isee”.
Per la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, però, esenzione bollo e sconto accise sul gasolio (anche se più ridotto) “non bastano” perché “mancano ancora misure mirate per le categorie maggiormente esposte all’aumento dei costi dell’auto e dei carburanti”. Infine, Unrae “valuta positivamente ogni intervento capace di ridurre il carico fiscale sulla mobilità delle famiglie, però è necessario chiamare le cose con il loro nome: sulla base delle informazioni disponibili, si tratta di un’esenzione limitata al 2027, non ancora di un’abolizione strutturale”. Entro dicembre sapremo se il governo renderà la misura permanente.