
Photocredit: Palazzo Chigi
Roma ha accolto il primo ministro indiano Narendra Modi per una visita ufficiale che colma un vuoto bilaterale lungo ventisei anni. La densa giornata capitolina si è aperta al Quirinale, dove il capo dello Stato Sergio Mattarella ha ricevuto l’ospite internazionale per consolidare un legame millenario radicato nei valori democratici. “L’Italia è uno dei partner più importanti per l’India nel mondo. Il nostro rapporto millenario e la nostra ferma fede nei valori democratici ci spingono ad andare avanti come partner naturali: la nostra profonda amicizia e cooperazione rafforzano l’intero mondo democratico”, ha detto Modi esprimendo massima fiducia nel benessere futuro dei due popoli. La visita si era aperta ufficialmente però ieri sera, con una cena informale e una suggestiva passeggiata al Colosseo.
Dopo il Quirinale, stamattina, il cuore politico del vertice si è spostato a Villa Doria Pamphilj dove a fare gli onori di casa è stata la premier Giorgia Meloni. I due leader hanno piantato nel Giardino d’Ingresso un albero di Gelso nero, dono simbolico dell’ospite, prima di firmare i nuovi accordi del Piano d’azione congiunto 2025-2029. “È una giornata storica”, ha sottolineato Meloni ricordando che l’ultima visita bilaterale di un premier indiano risaliva al 2000. “Oggi non solamente colmiamo questo vuoto, ma insieme decidiamo di rilanciare, elevando il nostro rapporto a Partenariato strategico speciale”, ha aggiunto. L’obiettivo economico è ambizioso: far crescere l’interscambio commerciale dagli attuali 14 miliardi a 20 miliardi di euro entro il 2029. Questo balzo sfrutterà l’Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea e India, facendo leva sulla complementarietà dei mercati. Il design e l’eccellenza manifatturiera italiana si uniscono alla scala produttiva e all’ecosistema dell’innovazione indiano, che conta oltre 100 unicorni e 200.000 start-up. “Puntiamo a creare una potente sinergia – hanno promesso i due leader – non si tratta di una semplice integrazione, ma di una co-creazione di valore in cui i rispettivi punti di forza industriali si rafforzano reciprocamente”.
Al centro delle intese spicca il Memorandum d’intesa sui minerali critici, siglato dai ministri Adolfo Urso (Imprese) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente) con il ministero delle Miniere indiano. L’accordo avvia una cooperazione strategica per catene di approvvigionamento più resilienti e per il recupero di materie prime da fonti non convenzionali e riciclo. A questo si aggiunge l’importante intesa siglata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che supera il vecchio accordo del 2008. Il nuovo asse punta su innovazione e scambi, con tassi doganali sul vino in calo dal 150% al 20%. Grazie alla cooperazione tra Crea e Icar, l’accordo favorirà la ricerca scientifica applicata e nuove joint venture strategiche tra imprese agricole italiane e indiane.La cooperazione si estende alla difesa con una tabella di marcia industriale che apre la strada a progetti di coproduzione su elicotteri, piattaforme navali, armamenti marini e guerra elettronica. I leader hanno poi riaffermato la volontà di sviluppare l’Imec, il corridoio infrastrutturale tra Europa, Medio Oriente e India per connettere Mediterraneo e Indo-Pacifico, e hanno espresso impegno comune per una pace giusta in Ucraina e per il dialogo nelle crisis mediorientali, tutelando la libertà di navigazione. C’è anche l’innovazione tecnologica a guidare i rapporti diplomatici Italia-India: i due Paesi lavoreranno infatti insieme per un’Intelligenza Artificiale responsabile, centrata sull’uomo e inclusiva per il Sud Globale. Spazio anche all’osservazione della Terra e all’eliofisica tra Asi e Isro. Per avvicinare i popoli verrà infine lanciato l’Anno della cultura e del turismo 2027.