Mattarella al Meeting di Rimini: “Viviamo un tempo di guerre scellerate, educare alla pace”

Attesa per l'arrivo di Papa Leone XIV: primo Pontefice dopo 44 anni, l'ultimo fu Giovanni Paolo II

È un appello a non cedere alla rassegnazione quello che Sergio Mattarella affida al Meeting di Rimini, giunto alla sua 47esima edizione. Nel messaggio inviato al presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz, il capo dello Stato parte dal tema scelto per l’appuntamento, l’ultimo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri, ‘L’amore che move il sol e l’altre stelle’, per richiamare l’urgenza di porre fine ai conflitti.

Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze, mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani“, osserva Mattarella. Una fotografia delle tensioni contemporanee che, nelle parole del presidente, rende ancora più necessario recuperare una dimensione umana della convivenza.

Solidarietà, amicizia sociale e gratuità dell’amore possono, scrive, “aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile“. E proprio dall’umanità delle persone possono arrivare le energie per respingere “l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero ed educare alla pace“.

L’amore, sottolinea Mattarella, non è soltanto una dimensione individuale. È una “forza interiore” che, aprendosi agli altri, assume una dimensione relazionale e sociale. Legare “l’io al tu, al noi“, osserva il presidente, significa spezzare le solitudini e dare una direzione ai percorsi umani.

Il Capo dello Stato mette in guardia dal “falso realismo” che alimenta inerzia, sfiducia e rassegnazione e rivendica invece la capacità delle comunità di essere “protagoniste del proprio futuro“. Un passaggio nel quale richiama anche Leone XIV e la sua ‘Magnifica humanitas’: un’umanità che non si chiude dentro “illusori muri“, ma rimane aperta alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, costruendo “ponti nuovi”.

E a Rimini c’è grande attesa per domani, quando il Papa americano visiterà la kermesse di Comunione e Liberazione, primo Pontefice dopo 44 anni (l’ultima visita fu quella di Giovanni Paolo II nel 1982).

Questa edizione del Meeting, spiega Scholz, trova nell’Enciclica di Robert Prevost un “sorprendente approfondimento e un importante allargamento dell’orizzonte“. Il Papa, scandisce, “ci invita ad accogliere l’amore che ci è stato dato per assumere con lucidità e responsabilità le sfide del nostro tempo, che sono così enormi, che a prima vista sono anche indomabili e che, senza la certezza di un amore che tutto muove, potrebbero scoraggiare qualsiasi tentativo di affrontarle“.

A Rimini la presenza del governo è forte, con i due vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, e quasi tutti i ministri, ma non è prevista quella della premier, Giorgia Meloni. Già oggi partecipano il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.