
Il primo intervento di Sergio Mattarella dopo la pausa agostana è forte e d’impatto: senza la pace l’economia globale è a rischio. Nel messaggio inaugurale per l’edizione 2026 del Forum organizzato a Cernobbio da The European House-Ambrosetti il monito è chiaro: “L’attuale contesto internazionale non ammette indugi”.
Il presidente della Repubblica avverte dei pericoli che arrivano di una “preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza, con la minaccia, quando non l’uso, della forza a sostegno di proprie pretese nella soluzione delle controversie internazionali”, oltre ad avvisare sulla “pretesa predatoria delle risorse esistenti, materiali e immateriali” che “si affaccia nuovamente”. In questo scenario “il concetto di sicurezza di alcuni avverrebbe così a spese di quella di altri, con una visione coercitiva dell’interdipendenza, che riporta a epoche coloniali, facendo retrocedere la storia della civiltà umana”. Una mossa totalmente fuori tempo in un frangente storico “complesso e caratterizzato da una fase di transizione” in cui si ampliano le sfide transnazionali, “dal cambiamento climatico alle crisi sanitarie pandemiche, dalla disponibilità di risorse energetiche, alimentari e idriche all’impatto dell’Intelligenza artificiale”, che invece “richiedono più cooperazione tra gli Stati”.
I segnali, però, sono opposti, fa notare Mattarella: l’ordine multilaterale “proprio nel momento in cui la stabilità e l’efficacia si rendono più necessarie” appare “minacciato e messo alla prova”. Anche in questo caso si tratta di un errore grave: “Politiche di potenza e conflitti sono manifestazioni di mancanza di visione” che “non portano alcun autentico beneficio né ai presunti vincitori né ai soccombenti”.
Eppure un modello di cui “andare orgogliosi” c’è in questo quadro confuso: l’Unione europea. “Costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati”, sottolinea Mattarella. Che non usa giri di parole: “I suoi successi sono indiscutibili e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati, al pari della sua attrattività, tuttora intensa e vitale”.
L’Ue “appare più che mai un’impellente necessità per affermare standard di vivibilità per i popoli dell’intero pianeta” secondo il capo dello Stato. Ma “l’Europa deve saper giocare assumendo iniziative piuttosto che attestarsi su moduli di mera difesa”. Proprio per questo “i necessari e urgenti cambiamenti nel funzionamento delle sue istituzioni, nella composizione, nella tempestività delle decisioni, nelle priorità, sono indispensabili”, mette in luce.
Da qui nasce l’alert più importante lanciato da Mattarella: serve “un chiaro percorso di azione affinché tornino a prevalere modalità di convivenza pacifica in seno alla comunità degli Stati in un quadro giuridico e istituzionale condiviso e rispettato”. Senza, conclude il presidente della Repubblica, “sono messe a dura prova le stesse prospettive di un’economia mondiale prospera e in crescita costante e duratura”.