Pnrr entra in fase finale. VdL: Continuerà a portare benefici. Fitto: Lavoro continua

C'è tempo fino al 30 settembre per presentare richieste di pagamento finali, pagamenti entro il 31 dicembre

Il Pnrr entra nella sua fase finale. Oggi è l’ultimo giorno per l’attuazione delle riforme e degli investimenti previsti nei rispettivi piani nazionali, un momento decisivo per la risposta dell’Unione europea a due crisi senza precedenti: la pandemia di Covid-19 e l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia. “Una tappa importante per NextGenerationEU, ma il lavoro continua”, assicura il vicepresidente della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto precisando che bisogna “continuare l’impegno per trasformare pienamente questo lavoro in risultati concreti per cittadini, imprese e territori”.

Gli Stati membri hanno tempo fino al 30 settembre 2026 per presentare le loro richieste di pagamento finali, insieme a tutta la documentazione di supporto, mentre la Commissione completerà tutti i pagamenti entro il 31 dicembre 2026. NextGenerationEU, ricorda Ursula von der Leyen, ha contribuito a “proteggere i nostri cittadini e le nostre economie in un momento di grande incertezza”. La presidente della Commissione europea pone l’accento sull’accelerazione della transizione verso un’economia “pulita e digitale”, riducendo la dipendenza dell’Europa dall’energia importata. Le riforme e la resilienza apportate andranno, è sicura, “a beneficio dell’Europa per le generazioni a venire”. In un momento di eccezionale incertezza, l’Europa ha scelto una risposta compatta che ha fornito all’Unione gli strumenti per sostenere gli investimenti e promuovere la convergenza tra gli Stati membri. NextGenerationEU ha contribuito a mantenere la disoccupazione a livelli record di minimo storico e ha accelerato gli investimenti nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e nelle tecnologie pulite. Sforzi che hanno rafforzato l’indipendenza energetica dell’Unione e contribuito a gettare le basi per una maggiore protezione contro la volatilità dei prezzi dei combustibili fossili.

La diffusione su larga scala delle energie rinnovabili hanno ridotto la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili importati e rafforzato la sua resilienza agli shock esterni. Un insegnamento importante per il futuro dell’Europa, come ricorda Valdis Dombrovskis, commissario per l’economia, la produttività, l’attuazione e la semplificazione: “Gli investimenti pubblici hanno un impatto importante se abbinati a riforme strutturali”. Combinando gli investimenti con le riforme, aggiunge, “il Meccanismo per la ripresa e la resilienza ha sostenuto la crescita, ha contribuito a mantenere la disoccupazione a livelli record di bassa e ha rafforzato la convergenza tra gli Stati membri. La nostra priorità è garantire la conclusione tempestiva e positiva di questo strumento senza precedenti”. La Commissione ha dato quindi il via libera alla richiesta di pagamento finale della Svezia, che ha completato con successo il 100% dei propri investimenti e delle riforme legate al proprio piano di ripresa e resilienza, poco dopo la Danimarca. Ad oggi sono stati erogati 440 miliardi di euro, con altri 133 miliardi di euro da versare entro la fine del 2026.