Centemero (CIC): “CIC e CIB uniti per sostituire il metano fossile”

“L’Italia è Paese leader nelle raccolte differenziate, soprattutto della parte organica del rifiuto”.  Così ha esordito Massimo Centemero, direttore di CIC-Consorzio Italiano Compostatori, intervistato da GEA in occasione di Biogas Italy 2026. “Per dare dei numeri che sintetizzano un po’ la situazione, su 59 milioni di abitanti, 54 milioni di abitanti sono serviti dalla raccolta differenziata della frazione umida. Questo è un record mondiale: l’abbiamo costruito in 30 anni di storia, produciamo compost e produciamo da qualche anno anche biometano. Il 75% della frazione umida di cui parlavo è destinato a digestori che producono biogas e a sua volta poi viene raffinato alla produzione di biometano, e stiamo parlando per quanto riguarda il 2026 di numeri intorno ai 350 milioni di metri cubi di biometano prodotto da rifiuti organici in Italia. Quindi devo dire che in pochi anni abbiamo raggiunto veramente un risultato eccezionale”. 

E sulle prospettive del settore, ha aggiunto: “Per quanto riguarda l’autonomia, è un’autonomia che viene costruita passo passo. Bisogna andare a intercettare anche altre matrici, quindi bisogna aumentare quelli che sono le matrici organiche derivate dai rifiuti, e parlo dell’estensione delle raccolte su tutta Italia, di portare tutta questa parte organica alla digestione anaerobica degli impianti – che noi chiamiamo integrati perché sono integrati con il compostaggio – e poi bisogna lavorare su altre biomasse di scarto che sono poi le biomasse agricole, agroindustriali. Solo il pacchetto di queste matrici organiche riuscirà a dare un contributo sostanziale alla produzione di biometano, e quindi la sostituzione di metano fossile e devo dire che, proprio in virtù di questa necessità, il Consorzio Italiano Compostatori e il Consorzio Italiano Biogas sono uniti nel raggiungere questi obiettivi”.  

Gattoni (CIB): “Innovazioni tecnologiche più urgenti riguardano aspetti infrastrutturali”

A che punto è il biogas in Italia? Cosa manca dal punto di vista infrastrutturale? Ne ha parlato con GEA Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas, in occasione di ‘Biogas Italy 2026’, evento istituzionale del CIB che si è svolto a Roma.

“Le innovazioni tecnologiche più urgenti – ha dichiarato Gattoni – riguardano principalmente gli aspetti infrastrutturali, ovvero le possibilità di aumentare la capacità delle nostre aziende di allacciarsi alla rete della distribuzione e del trasporto del gas naturale. Questo lo dico perché oggi, a Biogas Italy, stiamo presentando il percorso fatto in 20 anni di Consorzio Italiano Biogas, un percorso che vede unite le imprese agricole pioniere del settore di questa tecnologia, ma anche le industrie che dal punto di vista produttivo rappresentano una delle eccellenze del Made in Italy italiano. Da sempre l’Italia ha esportato tecnologie in grado di distribuire, trasportare e gestire il gas naturale, quindi sono aziende che possono gestire molto bene anche il biometano”.

Perché allora è importante l’aspetto infrastrutturale legato all’innovazione? “Perché – ha spiegato il presidente di CIB – le regole con cui vengono gestiti questi aspetti sono state cambiate con lungimiranza nella recente finanziaria dal Governo, permettendo così anche alle nostre imprese l’immissione nella rete di distribuzione che poi avverrà nella pratica attraverso cabine di ripompaggio collegate alla rete del trasporto”.

“Quindi, tutte tecnologie esistenti, ma un sistema regolatorio che va potenziato perché se vogliamo andare a prendere questo bacino di gas rinnovabile e di energia verde che è rappresentato dalla corretta e sostenibile gestione dei sottoprodotti, degli effluenti zootecnici e delle culture di integrazione in agricoltura, non soltanto dobbiamo puntare l’attenzione sul sistema produttivo, ma anche lavorare molto come sistema Paese sull’aspetto infrastrutturale”, ha concluso Gattoni.