Milazzo è la città con più biodiversità d’Italia: 43esima al mondo
City Nature Challenge (Sfida della natura in città) è una competizione nata appena sei anni fa come un gioco duello sulla ricchezza naturalistica tra San Francisco e Los Angeles, in California: l’obiettivo era quello di dimostrare quale delle due città fosse più florida dal punto di vista della biodiversità e quindi potesse dirsi migliore dal punto di vista ambientale e più salubre. Quell’idea ha avuto un successo clamoroso e in appena sette anni è diventata una magnifica competizione globale, coinvolgendo decine di migliaia di persone (67mila e duecento quest’anno) e portando a quasi due milioni di osservazioni per oltre 50mila specie segnalate in aree urbane, alcune di queste 50mila anche molto rare. E in questa competizione, nel 2022, il risultato dalla siciliana Milazzo è stato fantastico: prima città in Italia per biodiversità osservata e documentata dai partecipanti, tra le prime dieci in Europa e 43esima al mondo con 1.502 specie osservate e documentate da 242 persone direttamente coinvolte.
La City Nature Challenge è dunque un’iniziativa internazionale che, partendo da una competizione sui generis, ha in realtà l’obiettivo di promuovere la biodiversità. Un gioco, come dicevamo, che però ottiene anche diversi risultati importanti: sensibilizzare i cittadini su quanta natura si nasconda anche negli agglomerati urbani (per fortuna), stuzzicando anche l’orgoglio per la eccezionale qualità naturalistica della propria casa, e accompagnare le persone a migliorare la propria capacità di osservare, individuare e apprezzare la natura, sempre e comunque presente intorno a noi malgrado le condizioni difficili in cui spesso viene costretta.
Il risultato è stato davvero eccellente, perché Milazzo ha superato quello ottenuto anche da città con milioni di abitanti come Città del Messico, Londra, Berlino e Chicago. Un esito dovuto senz’altro alla ricchezza di biodiversità del luogo, ma anche alla grande capacità organizzativa, di coordinamento e mobilitazione nelle giornate dedicate ufficialmente alle osservazioni.
L’evento è stato organizzato a Milazzo dal MuMa, Museo del Mare Milazzo, e si è svolto all’interno dei confini comunali (sia a terra che in mare) attraverso un’attività di Citizen Science, scienza partecipata. Per un giorno ogni cittadino ha avuto la possibilità di trasformarsi in uno scienziato, venendo coinvolto in un BioBlitz nel corso del quale si è imparato a conoscere le bellezze naturali del territorio attraverso il gioco. La gara ha visto la partecipazione di tanti cittadini che hanno fotografato piante spontanee e animali selvatici (ovviamente non valgono piante da appartamento e animali domestici) in città e in natura, per poi identificarli attraverso il caricamento delle foto sull’app iNaturalist con la finalità di raccogliere dati che verranno in seguito utilizzati dagli scienziati per conoscere la biodiversità presente. Quest’ultima è il termometro per capire lo stato di salute dell’ambiente.
L’evento è stato anche l’occasione per coinvolgere molte realtà associative e scuole del territorio che hanno così avuto modo di partecipare a numerose escursioni organizzate dal MuMa.
Maggiori informazioni e aggiornamenti sono disponibili sui canali social (Facebook, Instagram e YouTube) del ‘MuMa Museo del Mare Milazzo’. Il report dettagliato dell’evento è disponibile sul sito web www.mumamilazzo.com.
Carmelo Isgrò è un biologo marino, ma soprattutto è un appassionatissimo amante del mare. Siciliano di Milazzo, è la persona che ha reso possibile l’incredibile sviluppo di questa storia, nata dalla morte ma oggi promotrice di bellezza e conoscenza. Un successo così grande da ricevere anche un riconoscimento dalla Commissione europea: il premio Classic Blue dell’EU4Ocean in Action Award, che gli è stato consegnato pochi giorni fa a Ferrara nel corso delle celebrazioni per l’European Maritime Day.
Il lavoro è stato completato prima che una mareggiata portasse via i resti dell’animale. Ma il giorno dopo il completamento dell’opera, una tragedia immensa: Francesco morì in un incidente. Carmelo ha quindi voluto dare il suo nome al Capodoglio: “Perché le future generazioni possano sempre ricordare com’era morto quel capodoglio e lo potessero fare nel nome di Siso, che si era tanto impegnato per lasciare questo messaggio positivo di rinascita”. È nato così SisoProject che ha portato alla creazione del ‘MuMa Museo del Mare Milazzo‘, nell’antico Castello di Milazzo. Si tratta di un museo unico nel suo genere, concepito interamente intorno allo scheletro ricostruito – anche con la rete illegale che l’ha ucciso posta intorno alla pinna caudale e la plastica che aveva nello stomaco esposta nei pressi – che incanta magicamente il pubblico all’interno del suggestivo ‘Bastione di Santa Maria’. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la gente affinché la morte assurda del Capodoglio Siso, possa condurre a un momento di riflessione e crescita per tutti: adulti e bambini. Una sorta di viaggio spirituale per riscoprire l’armonia tra uomo e mare attraverso scienza e arte.