Nasce l’Osservatorio sulla IA nel lavoro. Calderone: “Approccio umanocentrico”
Dal 2026 sarà operativo il nuovo Osservatorio sull’adozione dell’Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. A presentarlo è la ministra, Marina Elvira Calderone, che usa una parola chiave specifica per spiegare quale sarà la linea guida principale: “Approccio umanocentrico”, perché “l’obiettivo è mettere l’uomo al centro delle scelte e le nuove tecnologie al servizio della valorizzazione delle persone, senza distruggere il lavoro”.
Non sarà solo un luogo di studio teorico, ma “una cabina di regia in cui affrontare tanti temi con comitati scientifici e le varie articolazioni che possono sembrare complesse, perché complesso è il tema”, spiega ancora la ministra del Lavoro. L’Osservatorio si pone in linea con l’AI Act dell’Unione europea e mette in pratica i principi affermati dal G7 Lavoro di Cagliari e confermati dal G7 di Kananaskis, puntando su una governance pubblica e partecipata della trasformazione tecnologica.
Sarà articolato in commissioni a cui prenderanno parte non solo le istituzioni, ma anche il mondo sindacale, le associazioni che rappresentano i datori di lavoro e “quei tecnici con competenze specifiche, che ci aiuteranno a capire come evolvono i lavori”. La sfida, infatti, è riuscire a comprende e, se possibile, anticipare la direzione della nuova occupazione e, ovviamente, della nuova contrattualistica. La commissione etica avrà alla guida padre Paolo Benanti, presidente della commissione sull’AI per l’Informazione. Un esperto dei rischi ma anche delle opportunità che le nuove tecnologie comportano, ma “il Paese ha già deciso l’orientamento: mettere la persona e il valore della persona al centro, anche rispetto a un ordinamento costituzionale di un certo tipo, come frontiera e limite invalicabile – sottolinea -. E allora, qual è la base della etica della tecnologia? Riconoscere che la vera piattaforma abilitante non è una piattaforma software, ma è la persona umana e lavorare perché la persona umana riesca a dare tutto il valore di cui è capace, arrivando a esprimere quello di cui è portatrice”. Per padre Benanti “l’etica non deve essere percepita come un freno all’innovazione, ma come la bussola necessaria per orientare la trasformazione digitale verso il bene comune”.
Il nuovo Osservatorio, presieduto dalla ministra Calderone, sarà un luogo di confronto continuo tra istituzioni, autorità, parti sociali ed esperti, articolato in un comitato di indirizzo, una commissione Etica, una consulta delle parti sociali e quattro comitati tecnico-scientifici tematici. Tra le sue funzioni principali figurano la definizione della strategia nazionale sull’IA nel lavoro, il monitoraggio degli impatti su produttività, occupazione e condizioni lavorative, l’individuazione dei settori e delle professioni più esposte all’adozione di sistemi di intelligenza artificiale e l’aggiornamento continuo delle linee guida nazionali. Che partono da tre pilastri precisi: “Produttività e competitività, sicurezza fisica e digitale e nuova occupazione”, elenca Calderone. Con una strada già tracciata: “Bisogna gestire in modo appropriato i processi, con una visione e un impianto etico molto solido e una serie di regole d’ingaggio che abbiano scelte di fondo che poi l’algoritmo va a perpetuare e definire in ogni passaggio”. Perché bisogna andare incontro al futuro, senza però lasciare nessuno indietro.