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Niscemi continua a franare sotto la pioggia che non dà tregua e lo stato d’emergenza nazionale dichiarato oggi per Calabria, Sicilia e Sardegna non copre questa nuova catastrofe. Nella sola zona rossa della cittadina nissena sono già oltre mille gli sfollati.
Il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano presiede una riunione con il centro operativo comunale e la Prefettura. “Molte persone hanno trovato una sistemazione di fortuna nelle seconde case e presso parenti e amici“, fa sapere il sindaco Massimiliano Valentino Conti, assicurando che sono stati previsti diversi interventi di sostegno immediato e a breve termine, ma confermando che i cittadini non potranno rientrare presto nelle case perché continua a piovere e le frane non si arrestano. “È una frana assolutamente drammatica, non voglio che nessuno prenda sotto gamba questo evento“, dice il primo cittadino in un video sui social. Il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, assicura la “massima collaborazione del governo” già dalle prime ore del disastro, iniziato ieri.
“La situazione è da catastrofe“, denuncia il vice presidente dell’Ars, Nuccio Di Paola, dopo un sopralluogo. “Sta crollando mezza città“, riferisce e racconta di “persone in ciabatte, perché fatte evacuare tempestivamente”. Uno scenario “impressionante” che “richiede attenzione immediata dai governi regionale e nazionale“, insiste. La cittadina rischia anche l’isolamento, perché due delle tre vie d’accesso alla città sono state inghiottite dalle frane. Per la messa in sicurezza e la ricostruzione si prevede già che serviranno decine di milioni. “Saremo implacabili e attenti per controllare l’operato di quella politica che negli anni ha pensato a tutto, tranne che alla messa in sicurezza del territorio e alla realizzazione di infrastrutture realmente necessarie“, garantisce Di Paola, che domanda che si renda immediatamente disponibile il miliardo e 300 milioni di fondi dei siciliani che “il governo vuole destinare al ponte sullo Stretto”.
Il paese che frana è il “simbolo del fallimento totale di questo governo”, tuona Angelo Bonelli che, davanti a eventi meteo estremi sempre più violenti continua a denunciare la “destra negazionista e climafreghista” che combatte il Green Deal e le politiche ambientali, salvo poi “presentarsi sulle macerie a parlare di prevenzione”. Sicilia e Calabria sono oggi tra le aree più esposte al rischio idrogeologico, aggravato dalla tropicalizzazione del clima. In tre anni, per l’esponente di Avs, gli eventi meteo estremi hanno causato circa 30 miliardi di euro di danni: “Numeri enormi che raccontano l’irresponsabilità di chi governa. Di fronte a territori che franano e a città lasciate senza protezione, la destra al governo sceglie di non investire in prevenzione, ma di buttare 14 miliardi di euro nel progetto propagandistico del Ponte sullo Stretto di Messina. È una scelta politica chiara: sacrificare la sicurezza delle persone sull’altare di un’opera inutile”. Sul dissesto idrogeologico “il governo ha completamente tirato i remi in barca tagliando dal Pnrr 6,5 miliardi di euro e su cui persino l’Ance aveva lanciato l’allarme”, fa eco la senatrice M5s Ketty Damante, che domanda interventi decisi per garantire alle famiglie evacuate una sistemazione oltre che il ripristino dei servizi essenziali come viabilità e scuole. Anche il Pd chiede risposte immediate per un’emergenza che non è solo locale, ma è nazionale, sottolinea la senatrice Enza Rando, firmataria con Antonio Nicita di un’interrogazione urgente ai ministri per la protezione civile, delle infrastrutture e dell’ambiente sulla frana di Niscemi. “È la mia città – afferma -, la città in cui sono nata e cresciuta, e oggi vedere centinaia di persone evacuate e interi quartieri a rischio impone un’assunzione di responsabilità immediata da parte del Governo”. La senatrice dem domanda lo stato di emergenza nazionale per Niscemi. “Questa vicenda rappresenta un monito sui ritardi negli interventi contro il dissesto idrogeologico – scandisce -: la prevenzione non può più essere rinviata, soprattutto quando è in gioco la sicurezza di un’intera comunità”.