Difesa, Cossiga (Aiad): Serve piano per aumentare capacità produttiva

“Stiamo assistendo a un progressivo disimpegno degli americani e questo comporterà per l’industria nazionale ed europea la necessità di aumentare la capacità produttiva. Ma questo cambio di passo richiede una pianificazione a lungo termine e fondi soprattutto a favore delle pmi e delle start up che hanno maggiori difficoltà delle grande imprese a sostenere nuovi investimenti”. Così Giuseppe Cossiga, ingegnere aeronautico, dal 2022 presidente dell’Aiad (la Federazione delle Aziende italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza) e dal 2025 presidente di Mbda Italia. “Oggi il principale prodotto che l’Italia compra dagli americani è l’F35 – prosegue – , ma per sostituirlo ci vorranno degli anni. E lo stesso discorso si può fare anche su altri temi, a cominciare dai satelliti”, aggiunge nel colloquio con Il Sole 24 ore.

Il Safe, il maxi piano per la difesa europea finanziato attraverso 150 miliardi di euro in prestiti, ha ricevuto ieri l’ok di Bruxelles all’Italia e ad altri 7 Paesi per l’accesso alle risorse. “Quei fondi non andranno a sostenere nuovi progetti, ma finanzieranno quote di programmi già avviati. E di questo passo non saremo in grado di raddoppiare la capacità produttiva in tempi molto rapidi”. Cossiga sottolinea chec’è, da un lato, una difficoltà di accesso al credito da parte di molte aziende della difesa, in particolare le Pmi, e, dall’altro, la necessità di rafforzare l’intera filiera: “Il tema dell’aumento della produzione non riguarda solo le fabbriche, ma la solidità della supply chain, partendo non solo dalle terre rare, che sono un tassello cruciale per il futuro di questa industria, ma senza tralasciare il fatto che abbiamo un problema con l’acciaio speciale. L’Italia non produce più acciaio per corazze e questo ci costringe a comprarlo dalla Svezia. E anche il resto d’Europa sconta queste mancanze”.