Nel progetto per lo sviluppo dell’Africa, che non significa soltanto «dare qualcosa per eliminare la povertà» ma puntare alla prosperità grazie a investimenti mirati, “l’Italia è leader”. Lo dice l’amministratore delegato del Programma delle Nazioni unite per lo Sviluppo (Undp), Alexander De Croo. In un colloquio con Il Sole 24 Ore aggiunge: “Roma è già un hub importante per le Nazioni Unite – spiega De Croo – perché ci sono organizzazioni come la Fao, il Wfp o l’Ifad, e anche noi abbiamo una presenza significativa che lavora integrata con tutto l’ecosistema pubblico-privato italiano. Nei settori dove vediamo maggiore crescita, in particolare nel collegamento tra finanza privata e azione climatica, le competenze sono qui. Ed è fantastico. Se questa traiettoria continuerà, c’è il potenziale per un’ulteriore crescita, ma dipenderà dalle scelte politiche e dagli impegni di lungo periodo. Se potremo fare di più, avremo sicuramente più persone”.
De Croo poi spiega: “Se si guardano le proiezioni, la crescita globale è intorno al 2,7%, la più bassa dagli anni Sessanta. Una delle ragioni principali è l’instabilità. Il nostro messaggio chiave è questo: se vogliamo più crescita, e quindi più prosperità, dobbiamo stabilizzare il mondo. Oggi i dibattiti globali sono dominati da questioni di sicurezza, questioni militari, migrazione irregolare, droga, estremismo. Molto spesso il problema di fondo sono la povertà, la disuguaglianza e la mancanza di opportunità”. Investire nello sviluppo è determinante e “l’Italia è uno dei paesi che lo ha compreso meglio. Donare spesso riguarda il modo in cui ti fa sentire. Investire è diverso: è un processo a lungo termine, richiede fiducia e significa lavorare insieme per creare risultati sostenibili”.