Ue, Noci (PoliMi): Non è un mercato unico ma un condominio litigioso

“C’è un momento in cui smetti di discutere del menù e ti accorgi che la cucina è cambiata. Noi europei siamo ancora lì, a confrontare ricette — agenda contro agenda — mentre fuori il mondo ha già riscritto le regole del servizio. Non è una disputa di sapori. È una questione di potere. E chi continua a parlare di impiattamento rischia di essere tolto dal tavolo”. Lo scrive in un suo intervento su Il Sole 24 Ore Giuliano Noci, professore Ordinario in Ingegneria Economico- Gestionale presso la School of Management del Politecnico di Milano. “Le lancette non segnano il futuro regolato che ci eravamo raccontati. Segnano un ritorno brutale alla sostanza: produzione, energia, tecnologia, territorio. Stati Uniti e Cina non sono solo due potenze in competizione. Sono due imperi contemporanei. Diversi nei valori, speculari nella postura. Hanno rimesso al centro la padronanza materiale come cuore della sovranità”, si legge ancora. Poi Noci spiega: “La competizione globale si gioca su produttività, innovazione, scala. L’Europa, invece, si muove con strumenti nazionali in un mercato che nazionale non è più. È un paradosso grottesco: imprese multinazionali che operano senza confini e Stati che restano aggrappati ai propri. Il risultato è arbitraggio fiscale, distorsioni, crescita anemica. Un’Unione che si proclama mercato unico ma spesso si comporta da condominio litigioso, più attento ai regolamenti interni che alla competizione esterna. Che fare? Smetterla di proteggerci e iniziare a rafforzarci. Il nostro punto di forza non è la frammentazione, è la scala. Quattrocentocinquanta milioni di consumatori sono potere negoziale. Ma la scala funziona solo se è politica, non geografica. Primo: basta risposte nazionali”.