“Il collegamento ferroviario Torino–Lione costituisce un’infrastruttura strategica per il nostro Paese e per l’intero sistema europeo dei trasporti. La sezione transfrontaliera, lunga 65 km tra Susa/Bussoleno e Saint Jean de Maurienne, rappresenta uno dei cantieri più significativi in Europa”, e “consentirà una riduzione dei tempi di percorrenza, dei consumi energetici e dell’impatto ambientale”. Così Tullio Ferrante, deputato di Forza Italia e Sottosegretario al Mit, rispondendo ad una interrogazione in Aula alla Camera.
“La diminuzione del traffico registrata sulla linea storica – ha spiegato – è da ricondurre alle caratteristiche tecniche del tracciato esistente”: “anche un eventuale adeguamento del tunnel storico richiederebbe interventi complessi, senza tuttavia risolvere il problema strutturale delle pendenze. A queste criticità si aggiungono le limitazioni di sicurezza imposte dal Comitato Sicurezza del Traforo del Frejus”, e “altri valichi alpini sono stati recentemente potenziati con gallerie di base moderne, determinando un naturale spostamento dei flussi verso le tratte più efficienti e penalizzando il corridoio piemontese. La nuova linea Torino–Lione – ha sottolineato – non solo resta necessaria, ma rappresenta un investimento strategico per garantire al nostro Paese un’infrastruttura competitiva, conforme agli standard europei e capace di sostenere la crescita economica e ambientale dei prossimi decenni. L’azione del Governo è pienamente orientata a proseguire lungo il tracciato programmato, senza necessità di valutare ipotesi alternative. La conclusione dei lavori è programmata per la fine del 2033″.
“Le stime più recenti e coerenti con il progetto effettivamente in corso sono quelle del 2015, che certificavano un costo di 8,6 miliardi di euro (valuta 2012), pari a 9,6 miliardi attualizzati al 2017. L’aggiornamento approvato nel 2024 porta il costo complessivo a 11,11 miliardi di euro costanti, con un incremento inferiore al 30%, perfettamente in linea con quanto registrato per altre grandi opere strategiche in Italia e in Europa. Per quanto riguarda ritardi e incrementi di costo, l’opera ha risentito di fattori esogeni di portata eccezionale, come la pandemia, l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, rallentamenti dovuti ai No Tav. L’avanzamento dell’opera continuerà a essere monitorato con la massima attenzione, assicurando piena trasparenza in tutte le fasi di attuazione”, ha concluso.