Novantadue milioni di euro. È questa la stima del maggior costo energetico che le imprese romagnole dovranno sostenere nel 2026, se i prezzi di luce e gas resteranno sui livelli registrati a metà aprile. Lo riporta Il Sole 24 Ore citando il calcolo presentato ieri da Confindustria Romagna che evidenzia un conto salato che rischia di pesare sulle spalle del tessuto imprenditoriale sparso tra le tre province del territorio. In termini percentuali, si parla di un incremento del 19,5% della sola voce energia. Ma il quadro si fa ancora più pesante se si considerano i rincari delle altre materie prime: i fertilizzanti hanno subito impennate significative dopo l’escalation in Medio Oriente, mentre la plastica ha visto aumenti fino al 30 per cento.