
Il green tira anche nella finanza. A certificarlo sono i dati del Rapporto annuale sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici 2025 della Banca d’Italia. Lo scorso anno, infatti, la quota di titoli di Stato verdi nel portafoglio finanziario è cresciuta dello 0,4%, raggiungendo dunque 5,8 punti percentuali, che in valore assoluto significa circa 6,8 miliardi di euro.
Una forchetta che “si è significativamente ampliata” è il commento contenuto nell’analisi di via Nazionale, che spiega come “le scelte di allocazione dei portafogli hanno favorito le imprese con punteggi ESG più elevati e con impegni di decarbonizzazione certificati”. Peraltro, sottolinea il documento, “i dati climatici relativi al 2025 sono in linea con l’anno precedente e confermano una limitata esposizione al rischio di transizione per gli investimenti azionari e in obbligazioni societarie, sia nel portafoglio finanziario sia nel Fondo pensione complementare”.
Non è l’unico dato positivo della serie, perché la quota di obbligazioni sostenibili, legate a obiettivi di sostenibilità e sociali “risulta più elevata negli investimenti in titoli emessi da organismi sovranazionali e agenzie del portafoglio finanziario e delle riserve valutarie”. Quindi, alla fine dello scorso anno “per entrambi i portafogli il valore nominale di tali titoli era di circa 300 milioni di euro”.
Bankitalia, però, lancia l’allarme sugli effetti della crisi climatica, che “influenzano la competitività delle imprese, lo sviluppo economico e il benessere sociale”. Il Rapporto spiega, infatti, che “il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità si influenzano reciprocamente e assumono particolare rilievo: la sempre maggiore intensità dei fenomeni estremi e il rischio di superare soglie critiche oltre le quali si genererebbero fenomeni irreversibili (come l’innalzamento del livello del mare o l’alterazione degli equilibri naturali) possono compromettere in modo strutturale la crescita economica e la stabilità sociale”.
Intanto, sul piano interno la Banca d’Italia prosegue il percorso del proprio Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, tra le prime banche centrali europee ad avere adottato uno. Grazie alle iniziative messe in campo, nel 2025 le emissioni totali di gas serra sono diminuite di quasi il 5% su base annua. Prendendo a riferimento il 2019, il taglio è addirittura del 20 percento circa. Anche i consumi di energia sono calati del 3,3% lo scorso anno, riducendo il fabbisogno elettrico di circa 3,8 punti percentuali e quello del gas metano del 3,7%.
Aumenta, invece, l’uso di gasolio per i gruppi elettrogeni presso il Centro Donato Menichella per “esigenze straordinarie di manutenzione e gestione”. Prosegue, però, il cronoprogramma per l’installazione di pompe di calore elettriche, efficientamento energetico di edifici e impianti e la realizzazione di sistemi fotovoltaici. Infine, anche sui trasporti sono positivi i riscontri, con gli autobus meno inquinanti alimentati a metano che sono il 19% per cento del totale di Bankitalia.