L’iperammortamento 2026 entra ufficialmente nella fase operativa. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il decreto attuativo e il decreto direttoriale, che definiscono modelli e termini delle comunicazioni.
Si tratta di una misura che non si configura come credito d’imposta, ma come maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto, utile ai fini della deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.
Dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026 sarà attiva la piattaforma del GSE per la presentazione delle domande.
“Possono accedere all’agevolazione le imprese residenti e le stabili organizzazioni in Italia, di qualsiasi forma giuridica e settore, purché titolari di reddito d’impresa. Restano escluse – spiega la Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili (Cnpr) – le imprese in stato di liquidazione, procedure concorsuali senza continuità aziendale o destinatarie di sanzioni interdittive”.
Il beneficio è inoltre subordinato al rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro e alla regolarità contributiva, rendendo il DURC e la compliance aziendale elementi preliminari essenziali.
“L’agevolazione riguarda gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Sono inclusi – prosegue la Cnpr – i beni strumentali nuovi per la trasformazione digitale delle imprese e quelli destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”.
Per questi ultimi è previsto un limite del 105% del fabbisogno energetico. Nella gestione delle pratiche è necessario distinguere tra verifiche tecniche sui beni digitali e valutazioni energetiche sugli impianti.