“L’uomo crede ancora di essere la misura di tutto e spera che la natura si adatterà ai suoi bisogni quando stiamo già consumando più di ciò che è disponibile. Le nostre società hanno preso l’abitudine di affrontare problemi legati alla natura a brevissimo termine e senza vedere il loro carattere sistemico: clima, acqua e salute sono legati. Dopo il Covid, siamo tornati allo stesso sistema economico, estrattivo, ossessionato dalla competitività a breve termine, che crea pericoli per la salute. Adesso più aspettiamo, e più la transizione sarà costosa”. Lo dice Sylvie Goulard copresidente di International Advisory Panel on Biodiversity Credits (Iapb), l’iniziativa globale indipendente, istituita da Francia e Regno Unito, per promuovere la creazione di prodotti finanziari finalizzati a proteggere la natura. Nell’intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “C’è cinismo ovunque, anche in Europa: i cambiamenti sono assolutamente necessari secondo la scienza, e ne vediamo già, in questi giorni, la dimostrazione con i 40 gradi sotto la Tour Eiffel. Ma troppi centri di potere fanno resistenza: governi, Commissione, manager. Senza denunciare gli accordi di Parigi come ha fatto Donald Trump, vogliono comunque smantellarne gli strumenti: il Green Deal europeo, il mercato Ets, le regole sui pesticidi. Ogni categoria ignora l’interesse generale”. E ancora: “I primi a soffrire sono i meno abbienti, quelli che a Parigi abitano in pochi metri quadrati nei sottotetti caldissimi, non certo le élite. E con le guerre la dipendenza dal gas rende le bollette più care. Chi lo aveva capito meglio degli altri è stato papa Francesco, con la sua enciclica Laudato Si’ e l’esortazione apostolica Laudate Deum, invitando a passare a uno sviluppo integrale, nel quale produzione, sostenibilità e rispetto della dignità umana sono indissociabili”.