Ue, Italia e altri 14 Paesi: Nucleare nel mix, troppo vulnerabili a importazioni fossili

“Il conflitto in Medio Oriente evidenzia ancora una volta la nostra vulnerabilità alle importazioni di combustibili fossili. Oltre la metà dell’energia consumata nell’Unione europea (UE) proviene da combustibili fossili importati, per un valore di quasi 340 miliardi di euro nel 2025. In un contesto geopolitico globale difficile, questa dipendenza mina la nostra sicurezza energetica ed espone le nostre economie a perturbazioni al di fuori del nostro controllo”. E’ quanto si legge in una lettera congiunta dei ministri di Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Svezia al commissario europeo per l’Energia, Dan Jorgensen, e alla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera.



“La decarbonizzazione dell’Europa dovrebbe quindi essere perseguita sfruttando tutte le soluzioni nel quadro di un approccio tecnologicamente neutro, in linea con la nuova legge sul clima dell’Ue”, viene sottolineato, aggiungendo che “l’energia nucleare fa parte della soluzione per realizzare un sistema elettrico decarbonizzato, solido e competitivo, condizione essenziale per la futura elettrificazione delle nostre economie”.



I Paesi chiedono “un quadro energetico dell’Ue semplice, flessibile e coerente, basato su un quadro energetico generale flessibile con un obiettivo di energia pulita a sostegno di un percorso di decarbonizzazione economicamente vantaggioso, che consenta all’UE di sfruttare al meglio il potenziale energetico pulito di propria produzione, comprese sia l’energia nucleare che le energie rinnovabili, riconoscendo i loro ruoli complementari nel garantire la decarbonizzazione, la sicurezza dell’approvvigionamento e la competitività”.