“A fare la differenza sono le infrastrutture. Al Nord non ne abbiamo mai avuto bisogno quanto al Sud, perché c’erano le grandi nevicate di novembre e dicembre, che si stratificavano e si scioglievano un po’ alla volta. Oggi la neve arriva a gennaio e febbraio e si scioglie subito e tutta insieme con il caldo. Non abbiamo le infrastrutture per raccoglierla e così laghi e fiumi vanno in sofferenza”. Così a La Stampa Massimo Gargano, direttore generale di Anbi (l’Associazione nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue). “Non è solo colpa della pioggia mancata – aggiunge – perché le piogge ci sono state. Dei circa 30 miliardi di metri cubi d’acqua usati ogni anno in Italia, l’agricoltura ne consuma dodici, sette tornano nel sottosuolo, cinque restano nel cibo che mangiamo”. Ma la gran parte di quei cinque, avverte Gargano, “si perde per evapotraspirazione: un problema enorme. La nuova emergenza silenziosa che il caldo record aggrava settimana dopo settimana”.