“Non siamo preparati all’emergenza climatica che ci aspetta”. Lo dice al Corriere della Sera Filippo Giorgi, responsabile della sezione di Fisica della Terra all’International Centre for Theoretical Physics di Trieste. Giorgi, Nobel per la Pace nel 2007 insieme con i suoi colleghi dell’Ipcc, lancia al mondo allarmi sempre più pressanti sulla crisi del clima: “Non voglio fare il profeta di sventura, ma questo è soltanto l’inizio. Tutti gli indicatori puntano decisamente verso l’alto e non si tratta di una curva graduale. Da tre anni le temperature medie hanno già raggiunto il primo limite dell’Accordo di Parigi, superando di 1,5°C le medie pre-industriali. Questo non significa che siamo già arrivati in quella fase, perché ci vogliono le medie di vent’anni per definire ufficialmente superato quel limite, ma secondo me da qui non si torna più indietro, anzi, presto supereremo anche il secondo limite, quello dei 2°C”. E ancora: “Bisogna assolutamente prepararsi a queste ondate di caldo, che saranno sempre più frequenti e prolungate. A Singapore, per esempio, piantano alberi dappertutto, persino sui tetti. Dovunque sia possibile far crescere una foresta, lo fanno, per ombreggiare e migliorare la qualità dell’aria. Dovremo cambiare anche da noi il nostro modo di costruire le città: aumentare il più possibile il verde, togliere l’asfalto, aprire corridoi tra i palazzi per far circolare l’aria, limitare il vetro e il cemento per realizzare case più fresche. E naturalmente ridurre le auto o almeno passare all’auto elettrica, e installare ovunque possibile impianti di energia da fonti rinnovabili, per tagliare la generazione da fossili”.