Panetta: “Shock energia pesa, ma banche solide”. Giorgetti lancia tavolo Mef-Bankitalia

Il governatore della Banca d'Italia e il ministro dell'Economia parlano dal palco dell'assemblea annuale di ABI

Gli shock energetici seguiti all’escalation in Medio Oriente pesano sulla crescita, ma il sistema bancario italiano è “solido”. A ricordarlo è il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta dal palco dell’assemblea annuale di Abi, sulla base degli indicatori relativi al primo trimestre che confermano la robustezza del comparto: “La redditività resta elevata, la patrimonializzazione è più che adeguata, la qualità degli attivi molto buona”, scandisce. Anche se i nuovi rialzi dei prezzi del petrolio e del gas confermano un quadro macroeconomico “fragile”.

In questa fase, la politica monetaria si trova a gestire un equilibrio delicato, con un’economia in rallentamento e un’inflazione superiore all’obiettivo del 2 per cento. Per il governatore “L’aumento dei tassi di interesse di 25 punti base deciso dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea nella riunione di giugno ha rappresentato una prima risposta, misurata, alla prevalenza di rischi al rialzo per l’inflazione”.

La valutazione sulla solidità delle banche è condivisa dagli operatori di mercato e dalle istituzioni internazionali. Nel Financial Sector Assessment Program recentemente concluso, il Fondo monetario internazionale ha espresso un giudizio positivo sul sistema finanziario, riconoscendo anche “il contributo di una vigilanza efficace”. Il miglioramento più evidente, per Panetta, riguarda la qualità del credito: “Dieci anni fa i prestiti deteriorati superavano l’8 per cento del totale dei finanziamenti, uno dei valori più elevati nell’area dell’euro; oggi la quota è dell’1 per cento”, sottolinea.

Il Governatore rilancia sull’importanza dello strumento del fondo di fondi per sviluppare in Italia venture capital e private equity: “In Italia i fondi specializzati nell’apporto di capitale di rischio sono assai meno sviluppati che negli altri principali paesi”, spiega, lamentando “limitate risorse destinate a sostenere la crescita dimensionale e la capacità competitiva delle imprese”. Questo, avverte, rischia di creare un collo di bottiglia nel passaggio più delicato del processo innovativo: “quello in cui un’idea promettente deve trasformarsi in un’impresa capace di operare su scala industriale. È in questa fase che molte iniziative italiane finiscono per cercare all’estero capitali, competenze e sbocchi produttivi e finanziari”.

Per sostenere la crescita del Paese, il Mef attiverà un tavolo permanente di confronto con gli investitori istituzionali, con gli operatori del settore e con le autorità (a partire da Banca d’Italia), fa sapere il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Che però esorta le banche a “contribuire alla crescita” del Paese. Il Governo si impegna a tenere i conti in ordine, assicura il titolare del dicastero di via XX Settembre, cosa che ha permesso alle banche italiane di essere “tra le più solide d’Europa”. Per questo, sostiene, l’esecutivo “ha gestito le esigenze scaturite dallo shock energetico attraverso gli spazi interni di bilancio, senza interrompere il percorso di risanamento”. Se e quando si dovesse agire nuovamente, a causa della guerra, afferma Giorgetti, “lo faremmo in coerenza con questa logica e con la flessibilità ottenuta in Europa”.