Parte oggi, per chiudersi l’11 settembre, l’offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) da 13,2 miliardi delle Poste su Telecom Italia, destinata a riportare la società telefonica tra le partecipate pubbliche. Lo riporta La Repubblica che sottolinea come l’obiettivo ultimo dell’operazione sia dare vita alla “più grande piattaforma connessa d’Italia”, come si legge nel documento di offerta pubblicato ieri. Si punta, in altri termini, a mettere a fattor comune l’infrastruttura di Tim, basata su data center e connettività, con le attività e le competenze specialistiche delle Poste. Il nuovo gruppo, per il quale si stimano ricavi aggregati a 26,9 miliardi e oltre 150mila dipendenti, “si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate in Italia nei servizi di connettività, finanziari, assicurativi e di logistica”. In particolare, facendo leva sulla capillare presenza fisica degli uffici postali e sull’infrastruttura di Tim, si mira a gettare le basi per i futuri ‘data center di prossimità’, dislocati sul territorio a differenza degli attuali grandi hub di raccolta di informazioni centralizzati.