Bollette, Cnpr: Nel calcolo del contributo anche operazioni delle organizzazioni estere stabili

La sentenza n.135/2026 della Corte Costituzionale

È legittimo includere nella base imponibile del contributo straordinario contro il caro-bollette le operazioni attive territorialmente rilevanti in Italia effettuate dalle stabili organizzazioni estere di una società italiana, anche quando le relative operazioni passive restano escluse dalle liquidazioni IVA della casa madre. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n.135/2026, con cui ha precisato che l’asimmetria tra operazioni attive e passive può produrre effetti distorsivi, ma non è sufficiente a rendere incostituzionale il prelievo. Il contributo, infatti, è determinato confrontando il saldo tra operazioni attive e passive di due diversi periodi e non richiede necessariamente una perfetta corrispondenza tra acquisti e vendite.

“Nel caso in esame, la Consulta ha escluso dal calcolo tutte le operazioni attive realizzate attraverso le stabili organizzazioni estere finirebbe per creare una sorta di ‘zona franca’ – spiega Salvatore Baldino, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – consentendo alle imprese di sottrarre una parte dell’attività al prelievo semplicemente attraverso le proprie scelte organizzative”.

“Inoltre, è stato stabilito che il contributo viene calcolato confrontando il saldo delle operazioni attive e passive in due diversi periodi. Eventuali disallineamenti tra acquisti e vendite – conclude Baldino – possono verificarsi in entrambi gli intervalli e potenzialmente compensarsi”.

La sola asimmetria tra operazioni attive e passive delle stabili organizzazioni estere non rende quindi incostituzionale il contributo.