Imprese, Salini (Webuild): Conti in crescita nonostante perdita contratto da 3,8 mld

“La resilienza. Quando un gruppo come Webuild dimostra di assorbire una cancellazione di un contratto che vale 3,8 miliardi di euro e raggiunge comunque la guidance, migliorando le performance non c’è altra parola”. Così Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild che ha appena lanciato un’opa su Trevi e illustrato agli analisti i dati di metà anno, ma si sofferma sul recesso, esercitato nei mesi scorsi dai committenti sauditi di Neom, del contratto di costruzione di tre grandi dighe. Nell’intervista a Il Corriere della Sera spiega come si reagisce a un colpo da 3,8 miliardi?: “Con l’ampiezza. Grazie, per esempio, a 54 miliardi di ordini acquisti nel 90% in mercati a basso rischio, così come ai ricavi generati per oltre il 60% fuori dall’Italia. Nessuna geografia e nessun cliente è in grado di metterci in difficoltà da solo. Abbiamo perso 3,8 miliardi di contratti e gli obiettivi dell’anno non si spostano: puntiamo a ricavi sopra i 13,6 miliardi, l’ebitda resta oltre 1,2 miliardi, con una cassa netta positiva oltre 300 milioni. Essere resilienti non è un modo di dire, nel nostro caso è accaduto: i ricavi del semestre sono 6,7 miliardi, mentre l’ebitda sale a 673 milioni, in crescita del 14%. Nel frattempo, restiamo il primo gruppo al mondo nelle infrastrutture per l’acqua, il terzo in Australia, il sesto in Europa”. E ancora: “La scala dimensionale e la competenza sono gli elementi che hanno guidato il percorso di questi anni e rappresentano il fil rouge per ribadire che stiamo investendo nelle persone e nelle competenze specifiche”.