Agricoltura, Ue: -15% rese colture estive in Italia per caldo estremo e siccità

Le rese delle colture estive italiane sono state riviste nettamente al ribasso dopo uno stress termico eccezionale tra il primo luglio e il 15 agosto, con temperature massime superiori a 35 gradi in circa due giorni su tre. Lo rileva l’ultimo bollettino sul monitoraggio delle colture del Joint Research Center della Commissione europea. Nel Nord-Ovest le precipitazioni da luglio sono state quasi del 50% inferiori alla media di lungo periodo, determinando un’elevata evapotraspirazione, un forte impoverimento dell’umidità del suolo e una riduzione dell’acqua disponibile per l’irrigazione. Le colture estive, che fino alla fine di luglio presentavano condizioni molto favorevoli, hanno iniziato a risentire del caldo e della carenza d’acqua nelle fasi di fioritura e riempimento dei chicchi. Particolarmente colpite le varietà a fioritura tardiva, per le quali lo stress termico ha compromesso le prospettive di resa, già penalizzate dalla limitata disponibilità di acqua per l’irrigazione. Il Jrc prevede una riduzione delle rese per tutte le colture estive italiane. Con l’eccezione del girasole, la cui resa è stimata al 6% sotto la media quinquennale, le previsioni sono state portate su livelli vicini a quelli registrati nel 2003 e nel 2022, circa il 15% inferiori alla media degli ultimi cinque anni.



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