“In questi primi quattro anni di governo l’export è stato ed è uno dei fiori all’occhiello della politica dell’esecutivo. Abbiamo raggiunto quota 650 miliardi che è un record e l’obiettivo è quello di arrivare entro la fine del prossimo anno a 700 miliardi. Questo significa che oggi l’export rappresenta tra il 30 e il 40% del prodotto interno lordo italiano. Siccome siamo la seconda potenza industriale in Europa e siamo diventati la quarta potenza commerciale mondiale, abbiamo voluto dare una strategia alle nostre esportazioni”.Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista a Il Sole 24 Ore. “Il punto di partenza è stato un ‘Piano d’azione’ che punta sulla diversificazione – aggiunge -. Perché la guerra dei dazi ha cambiato le carte in tavola. Continuando a puntare su Stati Uniti e Europa dove stiamo crescendo con l’export abbiamo deciso di accompagnare le imprese anche in altre realtà, dall’Africa all’Asia, all’America Latina”. E ancora: “Dietro alla corsa dell’export c’è una vera e propria trasformazione della Farnesina. La riforma entrata in vigore a gennaio ha dato vita per la prima volta a una direzione generale della crescita dove donne e uomini si occupano esclusivamente di esportazioni e di internazionalizzazione delle aziende, e lo fanno 24 ore su 24 in quanto c’è anche una sala operativa per l’export che lavora giorno e notte per dare risposte alle imprese che lavorano con fusi orari differenti. In più abbiamo organizzato centinaia di business forum. La settimana prossima saremo in Brasile e in Argentina, poi a metà settembre ne faremo uno a Santo Domingo. Si tratta di un sostegno a 360 gradi nei paesi grandi, piccoli, medi per far sì che, grazie alla grande flessibilità e alla grande differenziazione merceologica che caratterizzano il Made in Italy, possiamo occupare il maggior numero possibile di spazi”.