Ex Ilva, l’indotto protesta contro i licenziamenti collettivi: 24 ore di sciopero

I sindacati: "No ai licenziamenti collettivi". Bloccata la strada provinciale per Statte

A seguito dell’assemblea tenutasi oggi dalle segreterie di Fim Fiom Uilm Usb, congiuntamente alle altre categorie, davanti alla portineria appalto dello stabilimento ex Ilva di Taranto, i sindacati hanno proclamato le prime 24 ore di sciopero per tutti lavoratori dell’appalto a partire alle ore 9.00 di oggi sino alle 7.00 di domani. “Sia chiaro non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori“, scrivono in una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm e Usb. I lavoratori in protesta sono partiti in corteo alle 8 e hanno bloccato la strada per provinciale per Statte, ma è annunciato un blocco stradale anche sulla statale in direzione Bari.

La nuova protesta è stata causata dalla decisione delle imprese associate che hanno comunicato alle organizzazioni sindacali la decisione di “riprendere sin da subito” l’iter previsto dalle procedure per il licenziamento collettivo, precedentemente avviato e poi temporaneamente sospeso in attesa della sentenza del Tribunale di Milano, che ha confermato lo stop all’attività produttiva dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, respingendo la richiesta di sospensiva presentata da Acciaierie d’Italia, Acciaierie d’Italia Holding e Ilva in amministrazione straordinaria.

Secondo Pietro Cantoro, segretario Appalto Indotto FIM CISL Taranto Brindisi, è necessario “coprire innanzitutto con degli ammortizzatori sociali straordinari ad hoc le aziende dell’appalto che hanno già dichiarato licenziamenti collettivi. E chiaramente intimiamo a tutte le aziende che lo hanno fatto di ritirarli immediatamente. Il governo ci dia un programma e un piano industriale di previsione di ripresa delle attività, perché la gente ha bisogno di lavoro”. Della stessa opinione Paolo Panarelli, coordinatore Appalto Indotto Acciaierie d’Italia FIM CISL Taranto Brindisi, che spiega come “per quanto riguarda il nostro lavoro e tutti i lavori degli operai, non accetteremo un licenziamento collettivo”.