La tassazione agevolata sugli aumenti salariali potrebbe essere estesa con la prossima legge di Bilancio. L’ipotesi è stata indicata dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
L’idea è quella di intervenire sulla soglia di reddito che oggi delimita l’accesso all’imposta sostitutiva del 5% prevista per gli aumenti di stipendio riconosciuti in seguito ai rinnovi dei contratti collettivi.
“Oggi l’agevolazione prevede una tassazione sostitutiva del 5% sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi, per i lavoratori del settore privato con un reddito 2025 non superiore a 33 mila euro. Con la Manovra 2027 – spiega Salvatore Baldino, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – il Governo potrebbe alzare questa soglia, estendendo così il beneficio anche ai lavoratori oggi esclusi perché sopra i 33 mila euro. Non è ancora stato stabilito né il nuovo limite né l’entità dell’intervento, che dipenderà anche dalle risorse disponibili”.
“Sul fronte dei salari – prosegue Baldino – Giorgetti considera gli incentivi fiscali e contributivi uno strumento per favorire gli aumenti, ma sottolinea che le imprese devono fare la loro parte, considerando la crescita delle retribuzioni come un investimento”
Sul fronte delle pensioni, invece, l’obiettivo indicato è conciliare sostenibilità dei conti ed equità tra lavoratori. La proposta di uscita a 64 anni si inserisce nel confronto sulle differenze tra chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996 e chi dopo, con l’obiettivo di rendere il sistema più uniforme senza comprometterne l’equilibrio finanziario.