Difesa, governo teme escalation Mosca: Possibile attacco a inizio 2027

L’ultimo atto di una guerra ibrida che a Palazzo Chigi definiscono quotidiana, è il decreto del governo russo pubblicato i primi di settembre che di fatto espropria la filiale locale dell’azienda italiana Dkc. Lo riporta il Corriere della Sera sottolineando come in Italia la notizia sia passata sotto traccia ma negli uffici del governo definiscono l’atto del Cremlino “un attacco ai nostri interessi economici nazionali”. A Palazzo Chigi – si legge ancora – tengono il conto quotidiano, settimanale, degli atti che definiscono ostili, di ritorsione, di spionaggio (“e non tutti quelli che vengono bloccati vengono pubblicizzati”) e che avrebbero come mandanti entità fisiche o digitali che provengono dalla Russia. “Sono arrivati a spiare persino alcuni vertici delle nostre società partecipate e per fortuna in quel caso siamo intervenuti in tempo”, racconta chi segue un dossier che incrocia geopolitica, servizi e uffici diplomatici.

Per militari, diplomatici e non pochi funzionari di non poche cancellerie, è insieme un allarme, un rompicapo, e una possibile mossa di scacchi che non vorresti mai subire: un attacco chirurgico ad interessi e obiettivi vitali della Nato, magari in uno dei Paesi più facili da colpire in modo da testare le effettive capacità e volontà di risposta dell’Alleanza. Nei report che vengono smistati da Bruxelles, e che sono approdati anche nelle stanze in cui lavora Giorgia Meloni, lo scenario, magari nei primi mesi del 2027, viene ormai ritenuto “possibile”. Non è solo più una mera ipotesi, è oggetto di contromisure in atto dall’inizio dell’estate. Il segno che la guerra ibrida in corso ha già superato ogni livello immaginabile.