“I quantitativi di energia che serviranno da qui a dieci anni sono enormi”. Così Riccardo Toto, direttore generale di Renexia, società della holding di famiglia specializzata nelle rinnovabili, in una intervista a La Stampa. “Oggi paghiamo l’energia così cara perché costa caro il gas. Provo a spiegarlo. Ogni ora c’è un’asta alla quale partecipano tutti i produttori. Le rinnovabili di solito offrono un prezzo quasi pari a zero. Ma se eolico, idroelettrico e solare non bastano, entrano nel paniere le centrali a gas naturale. A quel punto, scatta la regola: tutti ricevono il prezzo accettato più alto, quindi, in questo caso, quello delle centrali alimentate a gas naturale. È per questo che oggi il prezzo dell’energia arriva fino a 320 euro a megawattora. È il meccanismo del prezzo marginale: nato in condizioni ideali di mercato per massimizzare l’efficienza e incentivare gli investimenti nelle centrali meno costose, come quelle alimentate da fonti rinnovabili, oggi è un salasso per i cittadini. È un regolamento europeo che andrebbe corretto per tenere conto dei vincoli reali del mercato, che lo allontanano dalle condizioni teoriche ideali. A meno di tornare a trivellare per avere gas nostro, cosa che comunque non risolverebbe il problema, l’unica strada è aumentare le rinnovabili. Alle quali io cambierei persino nome”. E ancora: “Non possiamo certo coprire l’Italia di pannelli: sarebbe impossibile e sbagliato. E non possiamo mettere pale eoliche anche sui campanili. La nostra risposta, in attesa di capire che cosa sarà il nucleare, è l’eolico offshore”.