Confimprenditori è scesa in piazza oggi a Montecitorio con un flash mob per chiedere al Governo un intervento immediato sul prezzo dei carburanti, ormai fuori controllo per i comparti di pesca, agricoltura e autotrasporto.
La richiesta dell’associazione al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è duplice: da un lato un price cap con tetto a 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 euro al litro per il gasolio; dall’altro un intervento diretto di Eni, sul modello di quanto avvenuto nel 2012, quando il cosiddetto “sconto Eni” trascinò al ribasso l’intero mercato dei carburanti.
L’operazione del 2012, ricorda Confimprenditori, portò il gasolio a 1,50 euro al litro e la benzina a 1,60 euro al litro nei weekend negli impianti Iperself, costringendo anche Q8, Esso, TotalErg, Tamoil, Shell e IP a varare contromisure analoghe. Il risultato fu un risparmio complessivo stimato tra 250 e 300 milioni di euro in meno di tre mesi, con un calo del prezzo medio mensile ponderato del 3,5-4,5%
Un’operazione analoga è oggi ancora più praticabile: Eni raffina in Italia circa 13-14 milioni di tonnellate di carburanti l’anno(pari al 20-22% del fabbisogno nazionale)nei tre poli di Sannazzaro de’ Burgondi, Taranto e Milazzo (quota 50%), detenendo una quota di mercato al dettaglio della stessa entità.
“Nel 2012,dichiara il Presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo, senza un euro di intervento pubblico sulle accise, un’iniziativa commerciale della sola Eni innescò una guerra dei prezzi che portò benzina e diesel sotto la soglia psicologica del momento, trascinando l’intero mercato. Oggi quello schema può essere replicato e, soprattutto, affiancato agli strumenti già a disposizione del Governo. Confimprenditori chiede al Governo di agire subito: le imprese, avverte l’associazione, non possono più sostenere i costi attuali e attendono un segnale concreto dal Governo