“Rispetto al giorno precedente allo scoppio della guerra tra Usa e Iran (27 febbraio 2026), chi farà il pieno nei prossimi giorni presso i distributori Eni pagherà comunque il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il diesel. La situazione resta comunque molto critica”. come riporta il Corriere della Sera, ad evidenziarlo è la Cgia di Mestre che esprime l’auspicio per “un intervento di Bruxelles che permetta agli Stati membri una maggiore flessibilità sui conti pubblici, affinché possano ridurre le componenti fiscali sul prezzo alla pompa; così come si fece nel 2022, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”.