Inflazione, Bce: Scenario avverso più probabile dello scenario base

La Bce considera lo scenario avverso sull’inflazione “più probabile dello scenario di base”, in un contesto nel quale tutti i membri del Consiglio direttivo hanno valutato al rialzo i rischi per i prezzi rispetto alle proiezioni dello staff. Le minute della riunione del 9-10 settembre evidenziano che il conflitto in Medio Oriente, l’andamento dei prezzi dell’energia e i possibili effetti indiretti e di secondo livello rappresentano i principali rischi per il ritorno dell’inflazione al 2%. Le proiezioni indicano un’inflazione media al 3% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028, con l’inflazione al netto di energia e alimentari al 2,5% nel 2026, al 2,6% nel 2027 e al 2,3% nel 2028. A pesare sulla valutazione sono soprattutto i prezzi energetici, che dalla data di chiusura delle ipotesi tecniche sono ulteriormente aumentati, spingendo verso l’alto anche le curve dei prezzi futures. Le minute sottolineano che le riserve energetiche sono inferiori rispetto all’inizio del conflitto in Medio Oriente e che un’ulteriore interruzione delle forniture, soprattutto in presenza di un inverno particolarmente freddo e di bassi livelli di stoccaggio del gas, potrebbe determinare nuovi rialzi dei prezzi.



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