
Philip Morris International rivendica un contributo di circa 343 miliardi di euro all’economia dell’Unione europea tra il 2021 e il 2025, con 39,5 miliardi di esportazioni, 27,4 miliardi di investimenti nelle proprie attività europee e quasi 164mila posti di lavoro sostenuti nel 2025. Sono i principali dati dell’EU Economic Footprint Study, realizzato da EY-Parthenon e presentato oggi (15 ottobre) a Bruxelles.
“Dietro i miliardi di euro di valore economico ci sono le persone”, ha dichiarato Marco Hannappel, presidente della Regione Europa di PMI, sottolineando il ruolo di agricoltori, produttori, ricercatori, rivenditori e dipendenti nella filiera europea. Secondo il gruppo, il contributo economico si accompagna a una trasformazione industriale sempre più orientata ai prodotti senza combustione, che comprendono tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e bustine di nicotina.
Nel periodo considerato, PMI ha investito 422 milioni di euro in ricerca e sviluppo nell’UE, a cui si aggiungono circa 2,2 miliardi di euro di attività di ricerca in Svizzera. Hannappel ha inoltre riferito di una generazione fiscale di quasi 200 miliardi di euro in cinque anni e di un impatto sul PIL europeo pari allo 0,4 per cento. Nell’Unione, ha spiegato, 17 delle 19 fabbriche del gruppo sono già state convertite alla produzione di prodotti di nuova generazione. Oggi, secondo l’azienda, oltre la metà dei ricavi netti europei proviene da prodotti senza combustione, mentre il 99 per cento degli investimenti indicati nell’annual report è destinato a questa categoria.
L’industria guarda ora alle scelte normative di Bruxelles. La Commissione europea dovrebbe presentare le proposte di revisione della direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e di quella sulle accise (TED), due dossier che Hannappel distingue per tempi e modalità decisionali. Sulla fiscalità, il presidente della Regione Europa di PMI si aspetta “una discussione più condivisa tra gli Stati membri e maggiormente basata sui dati”. Sulla regolamentazione dei prodotti, invece, teme che il processo proceda “senza un’analisi sufficiente” degli effetti delle misure.
“Gli impatti dal punto di vista del prodotto, dell’utilizzo e della regolamentazione necessitano di tempi che siano logici e non guardando all’orologio, ma al risultato finale”, ha affermato. La richiesta del gruppo è che l’Unione non uniformi le regole sulla base delle legislazioni più restrittive, ma consideri anche le esperienze nazionali che ritiene più efficaci.
Il dito è puntato anche contro agli otto governi che hanno chiesto alla Commissione maggiori restrizioni sui nuovi prodotti a base di nicotina e sui loro aromi. “Non credo che basti una lettera di otto Paesi per fare scuola”, ha dichiarato Hannappel, riferendosi alla possibilità di estendere divieti a livello europeo. Il presidente ha criticato in particolare la richiesta di fermare l’introduzione di nuovi prodotti: “È come dire al mercato dell’elettronica di non fare mai più un’innovazione su un telefono mobile”.
Per Hannappel, l’Italia dovrebbe avere un ruolo centrale nel confronto europeo, grazie alla maggiore esperienza maturata nel mercato dei prodotti di nuova generazione e a una regolamentazione che, secondo il gruppo, ha consentito di contenere il mercato illecito e favorire la diffusione delle alternative alle sigarette tradizionali. “Credo che l’Italia debba essere molto orgogliosa di quanto ha fatto e di essere stata all’avanguardia in questo settore”, ha concluso.