Inflazione, Fmi: In eurozona 3,1% nel 2026 e 2,8% nel 2027, possibile rialzo tassi Bce di 25 pb

L’inflazione nell’Eurozona salirà al 3,1% nel 2026, per poi rallentare al 2,8% nel 2027. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ritiene che la Banca Centrale Europea “debba essere pronta a intervenire ulteriormente sui tassi”, indicando “la necessità” di almeno un altro rialzo di 25 punti base entro la fine dell’anno per contenere le pressioni sui prezzi di fondo. Secondo le previsioni contenute nel ‘Regional Economic Outlook: Europe’ di ottobre, il dato sull’inflazione dell’area euro per il 2026 è stato rivisto al rialzo di 0,5 punti percentuali rispetto alle stime di aprile, mentre quello per il 2027 è stato aumentato di 0,6 punti. Per l’Italia il Fondo prevede un’inflazione al 3,3% nel 2026 e al 2,8% nel 2027; per la Germania le stime sono rispettivamente del 2,7% e del 3,1%, mentre per la Francia indicano il 2,4% e il 2,2%. Il rapporto segnala che il rincaro dell’energia ha spinto verso l’alto l’inflazione complessiva, senza tradursi finora in un aumento altrettanto significativo dell’inflazione di fondo. Tuttavia, il Fondo avverte che le banche centrali devono restare pronte a intervenire se le pressioni sui prezzi dovessero estendersi. Per la Bce, dopo i rialzi di 25 punti base di giugno e settembre, un ulteriore aumento nel 2026 sarebbe necessario per mantenere sotto controllo l’inflazione di fondo; ulteriori interventi potrebbero servire per riportare l’inflazione verso l’obiettivo nel 2028.