Nobel Spence: Debiti sovrani e tassi in crescita, più tassi e tagli contro la crisi

“Il vero problema risiede nelle traiettorie fiscali attuali che si scontrano in modo duro con tassi di interesse reali in crescita e comprimono lo spazio di manovra dei governi”. Così a La Stampa il premio Nobel per l’Economia 2001 Michael Spence. “Il contesto generale rappresenta la base di partenza per capire l’urgenza della situazione. Veniamo da un lungo periodo storico definito da sviluppi quasi in toto negativi sul fronte macroeconomico, a eccezione dell’intelligenza artificiale. Eravamo già su una traiettoria di debito in salita, in particolare di debito sovrano in forte aumento. Questo aspetto appariva già problematico di per sé perché iniziavamo a entrare in una fase diversa rispetto ai quindici anni precedenti. Una fase dominata da tassi di interesse reali in ascesa costante”, aggiunge. E poi spiega: “L’unione di un debito sovrano in crescita e tassi reali in rialzo porta a una dolorosa compressione dello spazio fiscale nazionale. Di conseguenza, le decisioni da prendere sul piano politico e sociale diventano molto ardue. Scegliere di non prendere queste decisioni, guardando solo agli equilibri di bilancio a breve termine, significa calciare il barattolo lungo la strada sperando in un miracolo. Serve avere una flessibilità integrata nel sistema per poter gestire shock imprevedibili in un mondo frammentato”.