Ia, Nobel Roth: Ci renderà più ricchi ma democrazie tremeranno

Alvin Roth, premio Nobel per l’Economia 2012, analizza i mercati globali cercando di leggere i grandi cicli della storia umana. La tecnologia promette prosperità, eppure il cammino appare ostico, segnato da rovine finanziarie e sfide per la tenuta dei sistemi democratici. “L’AI ci renderà più prosperi nel lungo termine, ma la transizione sarà dura e non tutti ci guadagneranno”, dice in un colloquio con La Stampa. “L’AI possiede un potenziale dirompente e potrebbe rivelarsi uno strumento di inestimabile valore. Questo fatto non garantisce profitti per tutti gli investitori odierni. Assistiamo alla costruzione di innumerevoli data center negli Stati Uniti e nel resto del mondo. L’entusiasmo per le nuove architetture assorbe capitali immensi”, spiega. E ancora: “Molti costruttori e pionieri finiranno in bancarotta prima di poterne raccogliere i benefici economici. Le infrastrutture fisiche rimarranno sul terreno. Altri soggetti finanziari subentreranno in una fase successiva. Acquisteranno quegli stessi data center a prezzi di saldo, generando enormi ricchezze e avviando progetti produttivi su vasta scala”. E infine: “Le massicce disuguaglianze economiche rappresentano un pericolo insidioso per la tenuta democratica. Il settore tecnologico procede a ritmo vertiginoso e tende a creare monopoli locali naturali. E l’infrastruttura di base favorisce la concentrazione. Le aziende leader in questi comparti godono di barriere all’ingresso formidabili e affrontano una concorrenza ridotta”.