Infine, Aghion ha offerto alcuni esempi concreti sui rischi dei freni all’innovazione verde, soprattutto riguardo le critiche verso l’energia nucleare e verso l’impatto ambientale dell’Intelligenza Artificiale: “Il nucleare mostra perché non possiamo affrontare la transizione chiudendo a priori determinate strade tecnologiche: la transizione verde senza questo tipo di energia non è possibile e le rinnovabili da sole non bastano”. Anche l’AI può essere ‘verde’, secondo il Nobel: “L’intelligenza artificiale può avere un ruolo fondamentale nella transizione. I gemelli digitali applicati, per esempio, ai sistemi di purificazione dell’acqua possono ridurre il consumo energetico del 5,4%, le emissioni del 6% e i costi energetici dell’8,2%. È vero che l’IA richiede energia, ma dobbiamo guardare al bilancio complessivo: in questo caso, l’energia utilizzata dai server rappresenta appena l’1% di quella che la tecnologia consente di risparmiare”. “La questione non è fermare l’innovazione, ma indirizzarla – ha concluso Aghion – Dobbiamo utilizzare l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie in modo intelligente, facendo in modo che l’energia e le risorse investite producano un beneficio superiore al loro costo. È questa la strada da seguire: politiche industriali che rendano possibile l’innovazione green e strumenti come la carbon tax applicati in un contesto nel quale esistano realmente alternative tecnologiche”.