Istat: Su indicatori benessere resta divario Centro Nord-Sud, Fvg e TAA sopra media

La mappa del benessere conferma la tradizionale spaccatura tra Centro-Nord e Mezzogiorno: mentre tutte le regioni del Nord e del Centro (con l’eccezione del Lazio) registrano prestazioni superiori alla media nazionale per almeno la metà degli indicatori Bes disponibili a livello regionale, nel Mezzogiorno (fatta eccezione per l’Abruzzo) la maggioranza degli indicatori segnala livelli inferiori alla media Italia. Lo riporta il Rapporto Bes dell’Istat che indica come il Friuli-Venezia Giulia e le due Province Autonome presentano, in almeno 10 sui 12 domini di benessere, valori medi superiori al valore dell’Italia. All’opposto, Campania, Puglia e Calabria hanno, in almeno 10 dei 12 domini, valori medi peggiori rispetto al riferimento nazionale.

La distanza tra Nord e Mezzogiorno appare particolarmente evidente in domini chiave come Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Benessere economico e Relazioni sociali. Ciononostante, il quadro non è del tutto omogeneo: Abruzzo e Sardegna si distinguono spesso in positivo nel contesto meridionale, con valori in linea con la media nazionale, mentre in settori come Innovazione, ricerca e creatività si evidenziano ritardi anche in alcune regioni centro-settentrionali (come Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e Liguria).

I domini relativi a Sicurezza, Benessere soggettivo e Ambiente mostrano una variabilità territoriale più articolata che non segue il classico gradiente Nord-Sud. In particolare, nel dominio Sicurezza le regioni del Mezzogiorno (ad eccezione della Campania) registrano livelli migliori della media nazionale, mentre le grandi aree metropolitane del Centro-Nord (prima di tutto il Lazio, seguito da Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana) sono penalizzate da una maggiore incidenza di reati predatori e violenze.