Istat: Sale il tasso di occupazione nel 2025 ma più precarietà di lungo periodo

Il tasso di occupazione aumenta di più tra le donne, i più adulti e nel Mezzogiorno. Come emerge dal rapporto Bes dell’Istat, nel 2025 il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni cresce di 0,5 punti percentuali (67,6%); per il terzo anno consecutivo aumenta di più nel Mezzogiorno, ancora lontano dal resto del Paese (54,2%, rispetto al 75,3% del Nord e 72,2% del Centro). La distanza dipende in gran parte dalla componente femminile: nel Mezzogiorno sono occupate solo quattro donne su 10 tra 20 e 64 anni (quasi sei su 10 nella media nazionale). Si riduce la mancata partecipazione al lavoro, ma rimane elevata nel Mezzogiorno. Nel 2025 il tasso di mancata partecipazione scende al 12,6% dal 13,3% dell’anno precedente, con divari territoriali che restano elevati (il tasso è pari a 6,8% nel Nord, 9,4% nel Centro e 23,8% nel Mezzogiorno). Tra i 25-74enni con almeno la laurea la distanza tra Mezzogiorno e Nord è molto più contenuta (6,4 punti percentuali rispetto a 15,9 punti percentuali di differenza per il totale).

Aumenta la precarietà di lunga durata e si riducono le transizioni da lavori instabili a lavori stabili. In un contesto di riduzione del lavoro a termine, aumenta la quota di quanti svolgono un lavoro a termine da almeno cinque anni con lo stesso datore di lavoro (da 19,4% a 21,3%). Tra il 2024 e il 2025 la quota di lavoratori a termine transitata verso un lavoro stabile scende al 12,3% (era 16,6% tra il 2023 e il 2024).