Inflazione al 5,4%, bollette roventi verso inverno: energia riaccende allarme prezzi

Gli aumenti si fanno sentire sui trasporti e sulla spesa alimentare. Anche le imprese devono sostenere costi più elevati lungo la filiera

Le bollette tornano a scottare proprio mentre si avvicina la stagione più fredda, quando le famiglie consumano più gas ed elettricità. A ottobre l’inflazione sale al 5,4%, dal 4,2% di settembre, tornando ai livelli dell’agosto 2023. A spingere i prezzi sono soprattutto le tariffe energetiche, ma gli aumenti si fanno sentire anche sui trasporti e sulla spesa alimentare. Il freddo deve ancora arrivare e le famiglie si trovano già a fare i conti con una nuova impennata del costo della vita. Per chi ha un reddito fisso, il rischio è destinare una parte crescente delle entrate alle spese indispensabili, rinunciando ad altro.
I dati Istat mostrano che i beni energetici aumentano del 31,4% su base annua, mentre per quelli regolamentati la crescita passa dal 25,8% di settembre al 59,5%. Sul mercato tutelato il gas rincara del 56,8% e l’elettricità del 60,2% rispetto a ottobre 2025. Nel mercato libero gli aumenti raggiungono rispettivamente il 35,7% e il 32%. Per l’elettricità sul mercato tutelato il rialzo è del 34,1% in un solo mese, mentre il gasolio da riscaldamento segna +45,6% su base annua.

I rincari si estendono alle altre voci di spesa. Abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili registrano un aumento del 18,7% su base annua, contro l’11,4% di settembre, e del 5,9% rispetto al mese precedente. I trasporti rincarano del 9,3%, alimentari e bevande analcoliche del 2,9%. Il carrello della spesa passa da +1,5% a +2,5%. Gli alimentari freschi crescono del 7,5% annuo, dal 5,5% del mese precedente. Secondo Adusbef, ortaggi e legumi rincarano del 12,7%, le uova del 7,3% e la carne del 4,2%. L’associazione stima in 5,1 miliardi di euro la maggiore spesa alimentare annua delle famiglie italiane.

L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, sale dall’1,6% al 2%, mentre quella al netto dei soli beni energetici passa dal 2% al 2,5%. I beni aumentano del 7,5% su base annua, contro il 2,9% dei servizi. L’inflazione acquisita per il 2026 raggiunge così il 3,4% per l’indice generale anche se segna 1,9% per la componente di fondo. L’indice armonizzato europeo Ipca segna addirittura +5,6%. Anche le imprese devono sostenere costi più elevati lungo la filiera. Federdistribuzione segnala che il blocco dell’autotrasporto nel Sud Italia ha provocato “perdite per decine di milioni di euro” per le aziende del settore, “finora assorbite senza effetti immediati sui prezzi al consumo“, ma avverte che questo sforzo “difficilmente potrà proseguire a lungo“.

Le associazioni dei consumatori chiedono al governo di intervenire prima che i rincari si aggravino con il freddo. Assoutenti propone di tagliare l’Iva e gli oneri di sistema in bolletta e di prorogare il Servizio a tutele graduali per tutto il 2027. Il presidente Gabriele Melluso avverte che l’aumento della domanda di gas potrebbe peggiorare la situazione e critica i tempi del price cap allo studio dell’esecutivo, che potrebbe diventare operativo soltanto il prossimo anno. L’Unione nazionale consumatori stima una maggiore spesa annua di 1.558 euro per una famiglia e di 1.987 euro per una coppia con due figli. Il Codacons calcola invece 1.803 euro in più per la famiglia tipo e 2.345 euro per un nucleo con due figli.

A preoccupare è anche l’effetto dei rincari sull’economia. Confesercenti segnala che nel terzo trimestre la crescita del Pil si è fermata e teme che diventi più difficile raggiungere l’obiettivo dell’1% indicato dal governo per il 2026. Secondo le proiezioni dell’associazione, l’inflazione potrebbe superare il 6% nei prossimi due mesi, riducendo il potere d’acquisto di fine anno di almeno il 2% e provocando una contrazione dei consumi nell’ultimo trimestre stimata in 1,4 miliardi di euro. A rischio anche le vendite natalizie, mentre famiglie e imprese devono affrontare bollette, carburanti e alimentari sempre più cari.