La produzione statunitense di farina è scesa dell’1,3% su base annua nel terzo trimestre del 2026, a 104,863 milioni di hundredweight (cwt), equivalenti a circa 4,76 milioni di tonnellate. Secondo il National Agricultural Statistics Service (Nass) del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), si tratta del volume più basso per il periodo luglio-settembre degli ultimi vent’anni. Un livello analogo era stato registrato nel 2006, quando la produzione si era fermata a 104,859 milioni di cwt. La flessione si inserisce in una più ampia tendenza al ribasso dell’industria molitoria statunitense. Il calo della produzione si accompagna a un aumento della capacità produttiva. La capacità giornaliera dei mulini è salita a 1,629 milioni di cwt nel terzo trimestre, l’1,6% in più rispetto a un anno prima. Il tasso di utilizzo degli impianti è però sceso all’83,6%, dall’86,1% dello stesso periodo del 2025. Si tratta comunque di un lieve recupero rispetto al secondo trimestre del 2026, quando il tasso era sceso all’82,7%, tra i livelli più bassi degli ultimi 25 anni per il periodo aprile-giugno.
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