Oltre 30 milioni di euro. A tanto, secondo le stime di Coldiretti Torino, ammontano le perdite per la siccità già stimabili per il settore agricolo torinese. La coltura più colpita nel territorio torinese è il mais che, in stagioni normali, garantisce un terzo della produzione piemontese con oltre 4.850.000 quintali coltivati da oltre 4.600 aziende agricole su oltre 48.800 ettari di terreni. Per effetto della mancanza d’acqua si prevede una perdita del 30% nelle produzioni irrigue che stanno esaurendo l’acqua da derivazioni e iniziano ad essere sostenute soprattutto dall’ausilio del costoso pompaggio da falda. Mentre si arriva addirittura al 70% di perdita delle produzioni di mais nelle superfici non irrigue.
La stima del valore delle perdite è calcolata sul prezzo attuale del mais contrattato alla Borsa Cereali di Torino, ma per effetto dei rincari dovuti alle guerre in atto e alla speculazione, la quotazione potrebbe aumentare facendo aumentare anche il valore delle perdite. A loro volta, anche le quantità perse potrebbero aumentare soprattutto nelle aree non servite da reti irrigue, dove il mais ha sempre beneficiato della pioggia, e dove le coltivazioni stanno letteralmente seccando. Mentre nelle aree irrigate la coltura mostra pannocchie che faticano a crescere e, in molti casi, con meno chicchi o chicchi più piccoli.
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