Note in chiaroscuro dagli scambi dell’Italia con l’estero di riso. Nel primo semestre 2026, le esportazioni italiane di prodotti risicoli hanno registrato una flessione in volume del -5,4% su base annua. Il calo ha interessato soprattutto il risone (-30%) e il riso semilavorato e lavorato (-5,9%), mentre sono aumentate le spedizioni all’estero di riso semigreggio (+2,2%) e di rotture di riso (+1,6%). Lo rileva l’analisi sul mercato risicolo italiano realizzata dalla Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia, con il supporto della Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti). Crescono le importazioni, con un +6,6% su base annua, grazie principalmente ai maggiori acquisti di riso semilavorato e lavorato (+13,9%), con incrementi a doppia cifra per gli arrivi dalla Thailandia (+22,9%), dalla Cambogia (+14,1%) e dall’India (+29,4%), e di riso semigreggio (+7,6%), a fronte della flessione di risone (-4,0%) e rotture di riso (-4,8%). Il focus sulle importazioni di riso confezionato nell’attuale annata, realizzato a partire dai dati della Direzione Agricoltura della Commissione europea, evidenzia inoltre che nel periodo compreso tra l’1 settembre e l’11 ottobre 2026 in Italia sono giunte circa 9.000 tonnellate di riso in pacchetti, con un aumento del +66% rispetto allo stesso periodo della precedente annata. La crescita è riconducibile quasi integralmente agli arrivi di confezioni da 5-20 kg.