“L’inflazione generale è cresciuta di meno, ma va contestualizzata. L’inflazione alimentare italiana è circa 9-9,5 punti percentuali più bassa della media europea. Abbiamo sviluppato politiche di posizionamento senza trasferire completamente l’inflazione sui prezzi di vendita, tutelando i consumatori e il potere d’acquisto delle famiglie”. Così Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative consumatori) in una intervista a La Stampa. Dalle Rive poi spiega come è cambiato il carrello della spesa negli ultimi anni e cosa si aspetta per il 2026: “Il nostro rapporto sul sentiment dei soci e clienti conferma per il 2026 una tendenza preoccupante: sentimenti di paura per tensioni geopolitiche, stagnazione economica con crescita Pil allo zero virgola e fine del Pnrr. I consumatori finiscono per contrarre la spesa, temendo spese improvvise su bollette e affitti, con un aumento dei depositi bancari per gestire gli imprevisti. Prevediamo fatturati stabili per l’inflazione, ma volumi in calo”. Poi aggiunge: “Ci troviamo in una dinamica in cui l’inflazione alimentare italiana è di oltre nove punti percentuali più bassa di quella media dell’Ue”.