Alimentare, Vergnano: Caffè non è commodity, espresso patrimonio tipico da proteggere

“Di fronte a questa situazione, credo sia arrivato il momento di cambiare prospettiva. Non viviamo eventi straordinari o temporanei: questa è la nuova normalità con cui dobbiamo imparare a convivere. La risposta non può essere una rincorsa al ribasso né una gestione di corto respiro. Per un’azienda del caffè significa investire nella qualità, rafforzare le relazioni di filiera, costruire rapporti di lungo periodo con i Paesi di origine e accettare che la sostenibilità ambientale, sociale ed economica non sia un costo, ma una condizione necessaria per restare sul mercato nel tempo”. Così Carolina Vergnano, amministratore delegato di Caffè Vergnano, alla guida di una delle più antiche torrefazioni italiane insieme a Enrico e Pietro, quinta generazione della famiglia. Come riporta il Corriere L’Economia, il settore del caffè si trova ad affrontare una fase di profonda trasformazione, segnata da tensioni sui consumi, instabilità sui prezzi delle materie prime, aumento dei costi energetici e logistici, incertezze geopolitiche e nuove dinamiche commerciali a livello internazionale. “Il caffè non è una commodity qualsiasi: è un prodotto identitario che racconta territori, competenze e cultura. In particolare, l’espresso italiano rappresenta un patrimonio culturale e produttivo da proteggere, la cui tutela potrebbe seguire modelli simili a quelli dei prodotti tipici italiani, così da preservarne l’identità nazionale. Tutelarne il valore significa proteggere un intero ecosistema fatto di agricoltori, torrefattori, baristi e consumatori”, aggiunge ancora.